Test TVS RTX 300: i voti del #SottoEsame

Crossover concreta e sorprendentemente completa, offre una dotazione da categoria superiore e una ciclistica capace di coniugare efficacemente strada e fuoristrada
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Antonio VitilloAntonio Vitillo

Pubblicato il 15 settembre 2026, 09:51 (Aggiornato il 15 settembre 2026, 08:32)

 

Parlare della TVS RTX 300 significa innanzitutto confrontarsi con una sorpresa. Non tanto perché arrivi dall'India, quanto per la maturità con cui affronta un segmento nel quale la concorrenza è ormai numerosa e qualificata. TVS, già partner tecnico di BMW Motorrad, ha realizzato una crossover compatta che non sembra voler rinunciare a nulla: comfort, dotazioni, tecnologia, qualità costruttiva e una concreta attitudine all'avventura convivono in un progetto equilibrato, per nulla riverente nel confrontarsi con modelli di cilindrata superiore.
Perché è una moto che interpreta in modo intelligente la crescente richiesta di crossover accessibili, che non si precludono le percorrenze in off-road. Per quanto modello divertente, generoso e facile da guidare, coerente con la cilindrata nelle prestazioni, la RTX 300 punta sulla somma dei contenuti: sospensioni WP regolabili, quattro riding mode, controllo di trazione, ABS tecnicamente evoluto, quickshifter bidirezionale, cruise control e una completa strumentazione TFT sono dotazioni che contribuiscono a spostare verso l'alto la percezione del modello.
Il suo argomento più interessante, però, emerge alla guida. La ciclistica offre una stabilità e una compostezza inattese per una moto di questa categoria, mentre il nuovo monocilindrico da 299 cc dimostra di avere carattere e sufficiente elasticità per accompagnarla con disinvoltura nei diversi contesti. Di seguito, l’analisi “voce per voce” nel consueto #SottoEsame, con i voti assegnati al design, ai contenuti tecnici, alla resa dinamica e al rapporto qualità/prezzo. Sul prossimo numero di InMoto la prova completa con contenuti esclusivi.

TVS Motor RTX 300: focus sui dettagli | FOTO

TVS RTX 300: DESIGN

Una crossover compatta che non cerca di imitare un modello preciso, ma attinge con intelligenza a stilemi europei e, in buona parte, giapponesi, senza dimenticare di presentarsi con una personalità propria. Le proporzioni sono riuscite, il serbatoio da 12,5 litri è ben raccordato alla semicarenatura, assieme al doppio proiettore a LED conferiscono alla parte anteriore un'immagine robusta, senza appesantirla. Il beccuccio inferiore è firma ormai quasi obbligata del genere adventure, mentre il telaio a traliccio lasciato in vista nella zona posteriore sottolinea la vocazione più esplorativa: può essere richiesto nel colore nero. Curati i dettagli, dalle griglie di sfogo dell'aria calda alle protezioni laterali, fino al portapacchi predisposto per il fissaggio dei bagagli. Bella, proporzionata, apparentemente più grande della sua cilindrata: la RTX 300 ha una presenza che potrebbe appartenere a una moto di categoria superiore. VOTO 9

TVS RTX 300: CONTENUTI TECNICI E DOTAZIONE

Qui la RTX 300 sorprende davvero. Il nuovo monocilindrico di 299 cc sviluppa 36 CV a 9.500 giri e 28,5 Nm a 7.000, con un'erogazione elastica, progressiva e sorprendentemente vivace. Il ride-by-wire permette di sfruttare quattro riding mode, Urban, Tour, Rain e Rally, che combinano due mappe motore, tre livelli di ABS, con la possibilità di escludere il posteriore in fuoristrada, come il controllo di trazione. Il cambio, anch'esso nuovo, dispone di quickshifter bidirezionale, rivelatosi preciso e rapido soprattutto nei rapporti più alti. Poi ci sono le sospensioni WP, con forcella regolabile da 41 mm e mono, anch’esso regolabile nel precarico e nell'idraulica, entrambe con 180 mm di escursione. Una dotazione da moto di cilindrata superiore, completata dal TFT da 5”, con Bluetooth, mirroring della navigazione, gestione della GoPro; la doppia presa USB, A e C, è in opzione. C’è perfino il cruise control che non si disinnesta cambiando marcia. VOTO 9½

TVS RTX 300: COMFORT ED ERGONOMIA

È uno degli aspetti nei quali la RTX 300 dimostra la propria maturità. La triangolazione fra manubrio, sella e pedane è ben studiata, lascia percepire un alto livello di maneggevolezza, permettendo di guidare a lungo senza imporre angoli innaturali alle articolazioni, donando anche un buon controllo della moto anche quando si guida in piedi. La sella a 835
mm
è un compromesso riuscito fra accessibilità e utilizzo in fuoristrada, quando gli invasi del serbatoio offrono un efficace punto di riferimento per le ginocchia. Ottima la protezione aerodinamica: il busto beneficia di un buon cono "di calma". La sella è abbastanza confortevole, i comandi sono facilmente accessibili e le leve regolabili nella distanza. È una crossover che interpreta il viaggio senza trasformarlo in fatica. VOTO 9

TVS RTX 300: PIACERE DI GUIDA

Altra sorpresa, forse la più interessante, arriva dalla parte dinamica. La RTX 300 trasmette una solidità che non appartiene alla sua cilindrata, entra in curva neutra, rimane composta sui fondi irregolari e limita i trasferimenti di carico, nonostante le lunghe escursioni delle sospensioni. La ruota anteriore più grande, da 19”, aiuta a superare le asperità e, insieme ai 200 mm di luce a terra, permette di affrontare lo sterrato con una certa disinvoltura. Su strada, poi, emerge un equilibrio quasi inatteso: velocità fra le curve, stabilità e precisione si combinano al punto che, nei tratti misti, la RTX, complici anche gli altrettanto sorprendenti pneumatici Eurogrip, può sembrare una moto stradale di cilindrata superiore. Il monocilindrico è abbastanza pronto fin dai 3.000 giri e progressivo, vibra poco, allunga con decisione e offre una buona spinta già dai bassi/medi regimi, perdonando eventuali errori nella scelta del rapporto. Energica la frenata, forse migliorabile nella modulabilità dell'anteriore, diciamo unico neo di una moto davvero interessante. I consumi rilevati completano un quadro molto convincente. VOTO 9

TVS RTX 300: RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO

È probabilmente una fra le voci destinate a determinare il successo della RTX 300. I 5.290 euro della più ricca versione Adventurer – mentre quella d’ingresso Essential costa 4.890 euro – fanno del rapporto fra ciò che si paga e ciò che si riceve uno fra i suoi argomenti più forti. Non soltanto perché la RTX è una crossover accessibile, ma perché propone contenuti che normalmente richiedono di salire parecchio di cilindrata e di prezzo. Offrendo una bella linea e una percezione di qualità di ottimo livello. VOTO 9

TVS RTX 300: CONCLUSIONI

La RTX 300 è una di quelle moto che costringono a rivedere rapidamente i pregiudizi sulla cilindrata, sdoganando la qualità costruttiva dell’Azienda indiana. TVS non si limita a proporre una crossover economica: costruisce una moto completa, equilibrata, tecnicamente raffinata e capace di comportarsi bene in contesti molto diversi. Non cerca l'effetto speciale attraverso dati tecnici esagerati, ma convince sommando qualità che nell'uso quotidiano assumono un valore concreto. Il motore è brillante senza essere impegnativo, la ciclistica è solida e intuitiva, le sospensioni sono di livello, la protezione aerodinamica è superiore alle aspettative e la dotazione sembra presa dal catalogo di una moto di categoria superiore. Anche il fuoristrada non è un semplice argomento di promozione commerciale: ruota anteriore più grande della posteriore, escursioni ampie e sospensioni che “sentono” le regolazioni, importante luce a terra, protezioni e modalità di guida Rally danno alla RTX una reale capacità di affrontare bene lo sterrato.
Dotata di grande equilibrio fra le sue componenti principali, la RTX 300 è una moto che può essere utilizzata tutti i giorni, ci si può affrontare un medio trasferimento autostradale, fa divertire su una strada collinare, concedendosi un itinerario su fondo sterrato di media difficoltà. Per questi motivi potrebbe non essere semplicemente una nuova concorrente nel segmento delle crossover medie, ma una moto capace di creare un riferimento per il rapporto contenuti/prezzo.

VOTO FINALE 9½

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