Test Fantic Stealth 500, i voti del #SottoEsame
La moto del rilancio di Fantic si chiama Stealth 500, una naked leggerissima e vivace, che mette al centro la guida sportiva. Ecco come se l’è cavata alla prova del nostro #SottoEsame

Alessandro Codognesi
Pubblicato il 23 aprile 2026, 15:49
Non è un momento facile, per le aziende di moto. Senza addentrarsi nella geopolitica, in questi anni qualcuno è andato in difficoltà. Stiamo ovviamente parlando di Fantic, che ha passato momenti davvero bui, finanziariamente parlando, anche per scelte strategiche sbagliate. Ma forse è arrivato il momento della rinascita. Con questa Stealth 500, infatti, l’azienda veneta cerca il riscatto, proponendo una naked dal carattere piuttosto focoso. Ecco come se l’è cavata alla prova del nostro #SottoEsame.

FANTIC STEALTH 500: DESIGN
I gusti son gusti, non si discute, ma dietro le forme della Fantic Stealth 500 c’è un concetto, un’idea. Osservandola di lato si nota uno sviluppo spiccatamente orizzontale, come se la moto fosse piatta e leggermente puntata sul davanti. Ispirazione racing. Molto azzeccate le combinazioni cromatiche (sono 4), come altri dettagli come il codone, che è “bucato” e incorpora il fanale ispirato alla Formula 1, la fanaleria full LED e in generale la pulizia di ogni componente (salvo un paio di fascette e guarnizioni non perfette sul ponte di comando). In generale, è leggera anche da guardare. VOTO 8

FANTIC STEALTH 500: CONTENUTI TECNICI
Se sul design ci sono pareri contrastanti, sulla tecnica c’è poco da dire. La Stealth 500 è stata sviluppata da Caio Pellizzon, storico collaudatore Aprilia riconosciuto da tutti per la sua incredibile sensibilità (oltre che per i suoi rigidi standard, sulla delibera della ciclistica). Il concetto dietro la Stealth è abbastanza semplice: in Fantic volevano realizzare la moto più leggera della categoria, e ci sono riusciti. 147 kg a secco, 155 kg col pieno di benzina, grazie a soluzioni che solitamente si trovano su moto di altra categoria. Il telaio per esempio è un misto traliccio di tubi e piastre in alluminio, con il telaietto (sempre in tubi) imbullonato. Il forcellone (con pivot regolabile) è in alluminio e ha la capriata di rinforzo inferiore, i cerchi sono stati sviluppati internamente da Fantic e sono più leggeri di circa 2 kg rispetto a dei cerchi tradizionali…Il poco peso tra l'altro è stato posizionato vicino al baricentro, con tutti i benefici che questo comporta (per esempio il serbatoio si “allunga” sotto la sella). Anche le geometrie sono state studiate a lungo, in pista e su strada, per arrivare a una moto che deve andare forte, rimanendo sempre neutra e intuitiva. Il motore, posizionato anche lui nei pressi del baricentro, è l’ultima evoluzione del monocilindro MM460, il Minarelli di 463 cc e 45 CV già visto sulla Caballero ma qui modificato per adattarsi allo spirito della Stealth. Il pistone è più leggero, la frizione è antisaltellamento e il gas è ride-by-wire, permettendo così di selezionare due differenti mappe motore. Grazie alla piattaforma inerziale a 6 assi, ci sono anche l’ABS Cornering (disattivabile al posteriore) e il controllo di trazione. 4 invece i riding mode previsti: Street, Wet, Track e Custom, selezionabili da un TFT a colori abbastanza chiaro e luminoso e dotato di una presa USB-C. L’impianto frenante è ByBre ed è composto da un disco singolo all’anteriore, 320 mm, con pinza radiale e piedini in alluminio forgiato (riduzione di masse non sospese). Gli pneumatici sono Pirelli Rosso 4 (110 e 150 le rispettive sezioni), le sospensioni sono studiate in casa per essere leggere e tarate secondo le indicazioni di Caio. Niente male. VOTO 9

FANTIC STEALTH 500: ERGONOMIA E COMFORT
È sempre bello avere a che fare con una moto leggera, perché già sollo il gesto di sollevarla dal cavalletto ti fa capire quanto sarà leggera anche tutta l’esperienza di guida. In effetti manovrarla è davvero un gioco da ragazzi (peccato solo per lo sterzo un po’ ridotto). La sella è a un’altezza ragionevole, 810 mm, e il serbatoio è super-smilzo. Oltre ad avere una forma che permette di incastonarsi dentro il corpo moto, proprio come su una moto da gara. È evidente il richiamo alle corse, non tanto perché la Stealth sia scomoda (anzi, i polsi sono belli rilassati), ma perché c’è lo spazio corretto per arretrare o avanzare in sella, le braccia sono più distese che raccolte, le pedane sono vagamente arretrate. Si è naturalmente portati a cercare qualche bella piega… VOTO 8

FANTIC STEALTH 500: PIACERE DI GUIDA
…Ed è quello che abbiamo fatto noi: Fantic ha pensato di portarci al Passo dello Spino, giusto qualche giorno prima della mitica gara in salita. Una strada che offre un po’ tutto, asfalto levigato e rovinato, curve ampie e tornanti. La cosa sorprendente è constatare la somiglianza della Stealth 500 con una moto da corsa. Non tanto per la taratura delle sospensioni, che scorrono e lavorano anche ad andatura rilassata, ma per come si muove. È come se tutta la moto ruotasse attorno al baricentro senza alcuna resistenza. La discesa in piega non è progressiva, è lineare: invece di avere diverse fasi (solitamente, una moto da strada è molto rapida a scendere nei primi gradi di inclinazione, per poi “rallentare” nella seconda parte: questo comportamento rende la moto meno sportiva ma più rassicurante, soprattutto per chi è meno esperto), la velocità di discesa in piega è sempre uguale, anche quando si è già piegati. Significa guidare una moto che vuole appoggiarsi sulle spalle degli pneumatici, significa avere per le mani un attrezzo incredibilmente reattivo. Basta il pensiero per far voltare la Stealth: c’è da prenderci le misure. Un comportamento dovuto in parte alle sue geometrie, in parte al suo peso anoressico. Un grande saggio in effetti diceva che “la potenza ti aiuta in rettilineo, il poco peso invece ti aiuta in tutte le fasi di guida”. Ed è vero. La Stealth è progettata per volare: in ingresso curva è fulminea, a centro curva scorre come un rasoio ben affilato. Il motore da parte sua ha un’indole altrettanto sportiva. Per essere un mono, è anche piuttosto trattabile ai bassi-medi regimi (ovviamente non può essere fluido come un bicilindrico parallelo), ma oltre i 7.000 giri esprime una grinta quasi commovente. Oltre tale soglia infatti cambia carattere, spingendovi con energia fuori dalle curve e fino a oltre 10.000 giri. Certo, c’è qualche vibrazione (avvertibile soprattutto sulle pedane), ma non da rimanere senza otturazioni. Buono il cambio (ci sarebbe stato bene un quickshifter), ottima invece la frenata, anche se nella prima parte di corsa manca forse un po’ di mordente (che arriva invece quando si strizza la leva). Le mappature sono ben differenziate tra loro e anche ABS e controllo di trazione non risultano invasivi. Una moto che forse, per la sua reattività, non è la più amichevole con i novizi, ma che darà un gran gusto a coloro capaci di sfruttare le sue doti ciclistiche. VOTO 8,5

FANTIC STEALTH 500: RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO
Considerato il pacchetto ciclistico offerto, il prezzo è corretto: 6.490 euro, poco sopra la sua rivale più vicina come concetto, ovvero la KTM 390 Duke. Va poi considerato che si tratta di un progetto 100% made in Italy, e questo oggi ha un valore. VOTO 7
FANTIC STEALTH 500: CONSLUSIONI
In Fantic volevano realizzare una naked sportiva, leggera e che fosse diversa da quanto già visto. Ci sono riusciti: la Stealth 500 è una moto per chi cerca la raffinatezza della ciclistica, per chi vuole un attrezzo per volare tra una curva e l’altra. Se cercate la moto A2 più facile del mondo forse esistono soluzioni migliori, ma quanto a prestazioni…Beh, difficile chiedere di più. VOTO FINALE 8,1
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