Test Triumph Tiger Sport 660 2026, i voti del #SottoEsame
Grazie a tanti aggiornamenti di dettaglio, la Tiger “piccola” cresce nelle ambizioni e diventa più matura. Ecco come se l’è cavata alla prova del consueto #SottoEsame
Alessandro Codognesi
Pubblicato il 7 marzo 2026, 13:00 (Aggiornato il 13 mar 2026 alle 09:45)
È un momento di cambiamenti, per le crossover entry level. Fino a poco tempo fa, erano considerabili moto buone per i neopatentati o poco più, ora invece le aziende hanno alzato il tiro. Mantenendo la loro tipica facilità d’uso, hanno aggiunto elementi per soddisfare anche i palati di motociclisti più esperti, esigenti. È il caso di Yamaha, con l’ultima evoluzione di Tracer 7, è il caso di Triumph con questa rinnovata Tiger Sport 660, che come la sorella Trident ora utilizza un motore decisamente più in forma e non solo. Ecco come se l’è cavata alla prova del nostro #SottoEsame!
TRIUMPH TIGER SPORT 660: DESIGN
Poche, pochissime sono le modifiche a livello estetico sulla Tiger Sport 660 2026. Saltano all’occhio i nuovi fianchetti laterali, decisamente più estesi, che oltre a essere elemento estetico svolgono anche un’importante funzione, ovvero offrire maggiore protezione aerodinamica al pilota. A parte questo però, nulla è cambiato: la Tiger rimane una crossover dal carattere deciso ma elegante, una bella moto disegnata da quel genio italiano che è Rodolfo Frascoli e che è responsabile anche delle nuove, brillanti combinazioni grafiche. Tra le crossover stradali, è una delle più riuscite. VOTO 8,5

TRIUMPH TIGER SPORT 660: CONTENUTI TECNICI
Abbiamo accennato al fatto che una delle modifiche più importanti riguarda proprio il motore. Il tre cilindri in linea di 660 cc è condiviso dalla sorella Trident 660 e per il 2026 vede la potenza crescere a 95 CV e 68 Nm, comunque in linea con i limiti della patente A2. Il telaio è stato irrigidito, mentre le sospensioni rimangono Showa, con forcella Big Piston e monoammortizzatore, che però ora si può regolare nel precarico tramite il comodo pomellone. I tecnici hanno pensato di equipaggiarla anche di un serbatoio maggiorato a 18,6 litri, + 1,4. Il resto è confermato: la piattaforma inerziale e il ride-by-wire gestiscono i tre riding mode, Rain, Road e Sport, che a loro volta regolano mappatura, ABS Cornering e controllo di trazione. Optional le manopole riscaldabili, mentre di serie ci sono il cruise control e il plexi regolabile (facilmente). Il peso è di soli 211 kg in ordine di marcia. VOTO 8

TRIUMPH TIGER SPORT 660: COMFORT ED ERGONOMIA
L’approccio con la Tiger è identico al passato. Tra le crossover rimane una delle più compatte, minute: ci si accomoda su una sella ben imbottita, confortevole (anche se è un pezzo unico), il manubrio è vicino al busto e ha un ottimo raggio di sterzo, la sella è bassa da terra (835 mm, volendo 810), alzarla dal cavalletto richiede davvero pochissimo sforzo. Ci si trova un po’ appollaiati sul trespolo, invece che inseriti, quasi fosse una naked rialzata più che un’avvolgente crossover. Ottimi i nuovi fianchetti, proteggono a dovere le gambe (rimane esposta la parte bassa dello stivale), mentre il busto è riparato soprattutto nella parte centrale: rimangono fuori le braccia e la parte alta del casco. Praticamente inesistenti le vibrazioni, solo agli alti regimi, mentre la qualità percepita è davvero alta, molto distante dal concetto di moto economica. Peccato solo per la strumentazione, piccola e posizionata piuttosto in basso: obbliga il pilota ad abbassare lo sguardo durante la guida. VOTO 7

TRIUMPH TIGER SPORT 660: PIACERE DI GUIDA
La sua compattezza e le quote ciclistiche si riflettono da subito in una guida guizzante, rapida, senza bisogno di apprendistato. La Tiger è una moto immediata, con i comandi tutti vicini e una reattività della ciclistica quasi da naked sportiva. E il motore è finalmente adeguato a quella che vuole proporsi come una crossover matura. Rispetto alla Trident i chili in più si fanno sentire, chiaramente, ma il triple è comunque un gran bel propulsore. La maggiore inerzia si nota soprattutto ai bassi-medi regimi, con la Tiger che risulta leggermente più pigra a prendere giri. Oltre i 6.000 però esprime tutta la sua energia, proiettandovi con vigore verso la curva successiva: un gran bell’upgrade rispetto al passato. E anche a velocità autostradali non batte ciglio, con una sesta marcia realmente di riposo. Motore che però è accoppiato a una ciclistica un po’ vaga. Come nel caso della Trident, anche qui le sospensioni sono decisamente sfrenate, specialmente la forcella che appena si alza un po’ il ritmo affonda con decisione. Rispetto alla Trident questo effetto è amplificato dalla maggiore corsa delle sospensioni. Un peccato, che viene evidenziato soprattutto quando si affrontano lunghe curve in appoggio. Intervenendo sul precarico del mono si migliora parecchio la situazione, ma rimane comunque l’anima di una moto più turistica che sportiva. VOTO 7

TRIUMPH TIGER SPORT 660: RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO
Considerato tutto, la Tiger 660 ha un prezzo più che ragionevole: 9.795 euro, +300 euro rispetto al passato ma comunque sotto la fatidica soglia dei 10.000 euro. Considerati gli aggiornamenti, la qualità percepita e i prezzi della concorrenza (in linea), è assolutamente considerabile una cifra corretta. VOTO 8
TRIUMPH TIGER SPORT 660: CONCLUSIONI
Triumph ha fatto un’ottima operazione: con due colpi di cesello, ha trasformato la Tiger da crossover entry level a moto buona per girare il mondo, anche in due, anche coi bagagli. Perché l’aumento di coppia e potenza non è solo per gli smanettoni, ma viene comodo nei sorpassi, in autostrada…Peccato per le sospensioni, un po’ sfrenate, ma con un paio di gomme giuste la situazione potrebbe migliorare parecchio. VOTO FINALE 7,7
Triumph Tiger Sport 660 2026, la tigre è cresciuta | IL VIDEO DEL TEST
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