Test Benelli Leoncino Bobber 400: i voti del #SottoEsame

Stefano Borzacchiello
Pubblicato il 2 gennaio 2026, 10:27
La famiglia delle Leoncino si amplia con l’arrivo della Bobber 400, la nuova custom che apre un capitolo inedito nella gamma Benelli.
Delle Leoncino che conosciamo mantiene il DNA e alcuni dettagli di stile, ma di fatto è qualcosa di unico e porta in dote anche il nuovo motore bicilindrico a V di 60°. La Leoncino Bobber è pensata per chi vuole distinguersi, ma anche come alternativa al classico scooter per muoversi in città. Come vedremo, però, sa dire la sua anche tra le curve. Può una custom diventare la moto da usare tutti i giorni? Scopriamolo insieme nel nostro #Sottoesame.

Test Benelli Leoncino Bobber 400: design
La Leoncino Bobber 400 si fa notare. Per definirne le forme, il Centro Stile Benelli ha rielaborato gli elementi distintivi delle Leoncino, ma qui siamo di fronte a una moto che esprime un nuovo codice stilistico.
La linea, ispirata alla tradizione delle bobber americane, è essenziale. Il serbatoio ha forme compatte e armoniose, tipiche delle Leoncino, con fianchetti stretti ma una buona capacità complessiva: 15 litri. Si integra bene con la sella e con il posteriore filante, dove la sella del passeggero rimovibile consente di rendere il codino ancora più slanciato.
Anche i gruppi ottici sono un elemento di stile. Il faro anteriore, dalla forma rettangolare, le conferisce uno sguardo aggressivo, mentre la cornice luminosa richiama immediatamente il family feeling Leoncino grazie al tradizionale arco LED, firma luminosa inconfondibile di tutta la gamma.
Niente faro posteriore: il codino resta sospeso e la luce di posizione e gli stop sono integrati negli eleganti indicatori di direzione.
Lo stesso motore bicilindrico a V di 60° è parte integrante del design e, pur essendo raffreddato a liquido, sfoggia le alette tipiche dei propulsori raffreddati ad aria.
Ogni dettaglio è curato: dal parafango anteriore in lamiera, corto come vuole la tradizione bobber, montato su supporti in alluminio con il leone – fregio distintivo Benelli – al filtro dell’aria a vista, fino agli specchi retrovisori ai lati del manubrio e al doppio scarico basso con silenziatori sovrapposti.
Voto: 9

TEST Benelli Leoncino Bobber 400: contenuti tecnici e dotazioni
Sulla Leoncino Bobber debutta il nuovo motore bicilindrico da 385 cc, a V di 60°, 8 valvole, raffreddato a liquido e dotato di contralbero di bilanciamento. Eroga 34 CV a 8.000 giri/min con una coppia di 35 Nm (3,57 kgm) a 5.000 giri/min.
La trasmissione finale è a cinghia, come vuole la tradizione custom, mentre il cambio è a sei rapporti. Il telaio è una doppia culla in tubi e piastre di acciaio. Sul fronte sospensioni troviamo una forcella a steli rovesciati da 35 mm non regolabile e una coppia di ammortizzatori regolabili nel precarico, vincolati al forcellone.
I cerchi in alluminio sono entrambi da 16”, con pneumatici ben dimensionati: 130/90 all’anteriore e 150/80 al posteriore.
L’impianto frenante prevede un disco anteriore da 300 mm con pinza a quattro pistoncini e un disco posteriore da 240 mm. Oltre all’ABS, il pacchetto sicurezza comprende il controllo di trazione disinseribile.
Minimal lo stile dei comandi al manubrio, montato su eleganti riser, e della strumentazione: un compatto display TFT circolare a colori che mostra le informazioni essenziali, ma senza connettività. Completa la dotazione una presa USB per la ricarica dello smartphone, posizionata sul fianchetto sinistro accanto al serbatoio.
Voto: 7,5

TEST Benelli Leoncino Bobber 400: ergonomia e comfort
In sella alla Leoncino Bobber ci si sente subito ben inseriti. La posizione di guida è rilassata ma attiva, capace di trasmettere un buon feeling con la moto. Il manubrio, non troppo largo, si impugna facilmente ed è regolabile nella distanza, così come le leve di freno e frizione.
I comandi sono ordinati e intuitivi, il serbatoio stretto si stringe bene con le gambe e la posizione delle pedane avanzate rispetta la tradizione custom.
La sella è comoda e ben dimensionata, consente anche di arretrare a piacere. Con un’altezza da terra di soli 73 cm, permette anche a chi è sotto il metro e settanta di appoggiare bene i piedi. Il buon bilanciamento aiuta nella gestione dei 182 kg in ordine di marcia, anche nelle manovre a motore spento.
Il passeggero ha una seduta essenziale e compatta, con pedane alla giusta altezza, ma per tenersi senza abbracciare il pilota c’è solo la classica cinghia sul sellino, poco pratica nell’uso reale.
Si viaggia esposti e senza riparo, un limite avvertibile solo nei trasferimenti autostradali. Sul fronte comfort, le sospensioni lavorano bene: la forcella è solida e precisa, mentre gli ammortizzatori risultano un po’ secchi nel ritorno sulle sconnessioni più marcate. Nel complesso, anche su pavé e buche cittadine, se la cava bene.
Voto: 8

Test Benelli Leoncino Bobber 400: la prova su strada
La Leoncino Bobber mette subito a proprio agio. Un aspetto fondamentale per chi è alle prime armi o per chi torna in moto dopo tempo. Il feeling è immediato: l’equilibrio generale la rende intuitiva fin dai primi metri.
La frizione è morbida, il cambio ben spaziato e preciso negli innesti.
Il bicilindrico ha un sound pacato e gira fluido. Dai bassi regimi offre una spinta corposa senza mai mettere in difficoltà. I 34 CV si fanno apprezzare per carattere ed elasticità e, grazie anche alla silenziosa trasmissione a cinghia, consentono riprese pulite anche con una marcia più alta inserita.
In città la Leoncino Bobber è agile e maneggevole, capace di districarsi nel traffico quasi come uno scooter. Ovviamente perde qualcosa in termini di protezione e praticità, ma ripaga ampiamente con il piacere di guida.
Tra le curve entra precisa, trasmette fiducia e l’impianto frenante è sempre pronto e modulabile. Controllo di trazione e ABS intervengono solo quando necessario. Gli specchietti ai lati del manubrio sono belli esteticamente, ma offrono una visuale limitata.
Fuori città, sulle strade extraurbane ricche di curve, la Leoncino Bobber dà il meglio di sé: il motore vivace e l’equilibrio della ciclistica permettono di guidare con leggerezza e naturalezza, curva dopo curva.
Voto: 8

Test Benelli Leoncino Bobber 400: rapporto qualità/prezzo
Con la Leoncino Bobber 400, Benelli ha creato un’alternativa originale all’interno della propria gamma. Il prezzo di 5.490 euro f.c. rappresenta un elemento di forte interesse, non solo per i possessori di patente A2, ma anche per chi cerca una moto con personalità, facile ed equilibrata per l’uso quotidiano in città, capace però di divertire nel weekend.
Voto: 9

Conclusioni
La Benelli Leoncino Bobber 400 nasce per distinguersi. Non punta a conquistare chi cerca esclusivamente la praticità (per quello uno scooter resta imbattibile) ma si rivolge a chi desidera una moto equilibrata, leggera, con prestazioni alla portata di tutti. Una moto capace di trasmettere emozioni, ideale per rilassarsi con un bel giro nel weekend, viaggiando leggeri e riscoprendo il piacere di godersi la strada e il paesaggio. Perché, a volte, per stare bene non serve altro.
Voto finale: 8
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