Dura la vita delle sport-touring. Mezzi a cui, da sempre, spetta il compito tutt’altro che semplice di riuscire a soddisfare le aspettative di un un pubblico esigente e con le idee molto chiare. Motociclisti, che vogliono godere del tipico piacere di guida di una sportiva, quando infilzano curve lungo un adrenalinico serpente d’asfalto, ma allo stesso tempo, desiderosi di elevata abitabilità e comfort in viaggio sulle brevi e medie distanze. Siamo volati a Cordova, in Spagna, per scoprire se l’ultima incarnazione della Kawasaki 1000 SX - che ha perso la sigla Z ed è diventata Ninja - è capace di completare con successo questa “mission”. In attesa della prova approfondita sul prossimo numero di In Moto in edicola, ecco con quali voti ha superato il nostro #SottoEsame.

DESIGN Kawasaki Ninja 1000 SX

Il frontale richiama con efficacia le affascinanti sportive "dell’impero verde", con un taglio Ninja del cupolino aggressivo e filante. Per quanto riguarda il retrotreno, basta sfilare via le borse per lasciare libero il bel codino in stile “Z” di alleggerire l’insieme e rendere il tutto più filante.

Lo scarico singolo sul lato destro riesce (tutto sommato bene) a mascherare gli ingombri necessari a soddisfare le esigenze tecniche per rientrare nelle ultime normative anti-inquinamento (la Ninja 1000 SX è infatti Euro 4, ma già pronta per la Euro 5). Tre le colorazioni previste, bianca, verde e l’accattivante Metallic Graphite Gray / Metallic Diablo Black usata durante il test. Complessivamente, una bella moto. VOTO: 8,2

CONTENUTI TECNICI Kawasaki Ninja 1000 SX

Per questa verdona si è partiti da una base meccanica già rodata. Il motore è il noto quadricilindrico in linea da 1.043 cc e 142 CV di potenza massima. Invariata la ciclistica, che si affida al solido telaio doppio trave in alluminio e a un comparto sospensioni con forcella USD da 41 mm e mono-posteriore, entrambi completamente regolabili e con una taratura standard leggermente rivista. Completo il pacchetto di sistemi elettronici, che può vantare quattro riding mode (Sport, Road, Rain e Ride), una piattaforma inerziale IMU, il KCMF per ottimizzare la resa in curva, il Traction Control con tre livelli di intervento, l’ABS evoluto, il cambio elettroattuato quickshifter bidirezionale e il cruise control. Queste le principali componenti a bordo, cui si aggiunge la strumentazione a colori TFT da 4,3”, con connettività per smartphone (attraverso modulo bluetooth) capace di “dialogare” con l’app dedicata Rideology. Le gomme di primo equipaggiamento sono ora le Bridgestone Battlax Hypersport S22. VOTO: 8,5

ERGONOMIA E COMFORT Kawasaki Ninja 1000 SX

Tra le novità a bordo, un nuovo disegno della sella (di default la SX monta la comfort, ma ce ne sono 4 tra cui scegliere) e un inedito cupolino. Promossa a pieni voti la prima, rimane qualche riserva sul secondo. Nonostante la possibilità di regolarlo facilmente su quattro posizioni (senza bisogno di attrezzi), il taglio è piuttosto sportivo e sulle lunghe distanze si può sentire la mancanza di un plexiglass più protettivo (comunque reperibile tra gli accessori dedicati). Peccato, questo lima di qualche decimo il voto finale di questa sezione, che altrimenti sarebbe stato più alto; perché per il resto, la posizione di guida è davvero vincente e perfettamente bilanciata tra sport e touring. Buona la visuale proposta dagli specchietti ma anche qui, forse, ci sono ancora margini di miglioramento. VOTO: 7,9

PIACERE DI GUIDA E FATTORE EMOZIONALE

Se questa Ninja SX ha un pregio lampante, è quello di ricordarti, nel giro di pochi chilometri, quanto sia divertente guidare la moto. Precisa, intuitiva nelle reazioni, estremamente confidente. Ci si ritrova ad andare forte in un attimo, come se l’avessi da sempre in garage. E se su un mezzo così, in fondo, dai per scontata la resa sul veloce, è sui tratti più tortuosi e nello stretto che sa sorprenderti. Agile e precisa, scende in piega svelta e la ritiri su in un attimo, pronta alla curva successiva. Poi quando la strada si apre, spalanchi il gas e ti godi tutta la progressione muscolare del 4 in linea, che dai 5.000 inizia a tirare come un toro fino alla fine del contagiri.

Il tutto sfruttando il quickshifter di serie (apparso ottimo a salire di marcia, un po’ più ruvido in scalata, ma forse a causa dello scarso rodaggio delle moto in prova), per cambiate velocissime senza bisogno della frizione. Buona la frenata, modulabile e potente il giusto. Per quanto riguarda i riding mode, “Sport” è perfetto per assecondare i proverbiali istinti teppistici che questo mezzo sa ispirare, ma già “Road” offre tutto ciò che serve per andare spediti, con un bel ritmo. Entrambe queste modalità sono a potenza piena, mentre è ridotta in “Rain”, decisamente più conservativa. “Rider”, infine, permette di regolare manualmente i vari parametri (tra cui traction control e ABS). VOTO: 8,7