Comparativa Supersport cinesi: CFMOTO 675 SR-R Vs QJ Motor SRK 800 RR Vs Zontes 703RR

Alessandro Codognesi e William Toscani
Pubblicato il 5 febbraio 2026, 11:16 (Aggiornato il 5 febbraio 2026, 10:49)
Il panorama delle sportive di media cilindrata sta cambiando rapidamente: accanto ai marchi europei e giapponesi, oggi avanzano con decisione le Case cinesi. Offrono moto facili, tecnologiche e dal prezzo accessibile, rivolte a chi desidera prestazioni convincenti, senza dover affrontare i costi delle top di gamma. Forse in qualche caso serve ancora un po’ di affinamento al prodotto finale, ma la base è già di buon livello per alcune di queste aziende che guardano anche alle corse. Vedi marchi come QJ Motor, in pista nel Mondiale WSS, e CFMOTO, in predicato di sbarcare fra pochi anni in SBK con la V4 visita a EICMA.
La Zontes ZT703 RR, la QJ Motor SRK 800 RR e la CFMOTO 675SR-R sono tre proposte che rappresentano tre modi diversi di interpretare la sportiva di media cilindrata, secondo la nuova generazione di moto cinesi. Pur condividendo la fascia di mercato delle odierne Supersport, e l’obiettivo di unire prestazioni e tecnologie moderne, ciascuna di esse risponde a una filosofia distinta, che emerge dal progetto ciclistico, dal carattere del motore e dall’ergonomia.
Indice:
- Le moto protagoniste;
- Scheda Tecnica VS i Nostri Rilevamenti (pag.2);
- CFMOTO 675 SR-R: la prova su strada (pag.3);
- Zontes 703RR: la prova su strada (pag.4);
- QJ Motor SRK 800 RR: la prova su strada (pag.5);
- Il giudizio di Andrea Majola: "Sorprese, ma anche punti su cui intervenire" (pag.6);
- Qual è la migliore dual? Le pagelle finali (pag.7);
- Il video della comparativa (pag.8).
Le moto protagoniste della comparativa
Zontes 703RR: le caratteristiche tecniche
La ZT703 RR è forse la più votata alla pista tra le tre, e il design affilato, un po’ “manga-style”, già lo mette in chiaro. Il motore tre cilindri di 699 cc, con 95 CV e una coppia massima di 74,4 Nm a 8.500 giri, è il primo di casa Zontes e punta sull’erogazione brillante, sia ai medi che agli alti regimi. Il telaio è una monumentale struttura in alluminio pressofuso con nervature di rinforzo e telaietto imbullonato, abbinata a un forcellone con capriata di rinforzo integrata e sospensioni Marzocchi (sia la forcella di 43 mm Ø che il mono) completamente regolabili.
L’impianto frenante vede la firma di Brembo con il doppio disco anteriore di 300 mm Ø. Anche l’ergonomia va nella stessa direzione di sportività “anticipata” dal design: la sella ha un andamento che punta maggiormente in alto rispetto alle rivali, la posizione di guida caricata sul davanti è completata da un manubrio largo con semimanubri aperti, soluzione che migliora il controllo alle alte velocità e nelle manovre più aggressive.
Nonostante ciò, la ZT703 RR non rinuncia al comfort, che rimane accettabile anche nell’uso quotidiano, sebbene risulti meno neutra rispetto alla QJ e alla CFMOTO.
La dotazione tecnica è molto completa: due mappe motore (sport e ECO) quickshifter monodirezionale, TCS disinseribile, sistema keyless 3.0, manopole riscaldabili, monitoraggio pressione pneumatici e un TFT di 5” ricco di funzioni, fanno della Zontes un progetto già abbastanza maturo, ideale per chi vuole una sportiva “vera” senza compromessi eccessivi.

QJ Motor SRK 800 RR: le caratteristiche tecniche
La QJ Motor SRK 800 RR arriva nella sua ultima evoluzione, introdotta sul mercato a fine primavera. Nata e progettata nel centro di sviluppo e ricerca di Wenling, rispetto alla versione precedente, segna un salto in avanti significativo.
La novità principale è la piattaforma inerziale, che consente un’elettronica più precisa nella gestione di frenata, trazione e interventi del controllo motore. La risposta del gas è gestita da un sistema ride-by-wire, supportato da tre mappe motore: Standard, Sport e Rain. Non manca la presenza di traction control, del cambio elettronico bidirezionale e del cruise control.
Anche il telaio è stato rivisto: il doppio trave ora è in alluminio, più rigido e leggero, e contribuisce a una guida più precisa, mentre il telaietto ora è imbullonato invece che saldato. Resta invariata l’ergonomia, che rappresenta un compromesso riuscito tra uso stradale e vocazione sportiva: posizione non troppo caricata, triangolazione equilibrata e un’impostazione che permette sia di affrontare i tornanti di montagna, sia di spingere con sicurezza nei turni in pista.
Il motore di 778 cc, quattro cilindri, mantiene i suoi 95 CV e una coppia generosa, supportati da sospensioni anche qui Marzocchi, con forcella e mono regolabili. L’impianto frenante è Brembo con dischi di 320 mm Ø all’anteriore. Il design è equilibrato, con carenatura e frontale aggressivo dotato di coreografiche alette (peccato ora in nero lucido al posto del più discreto opaco del modello precedente), e rimane uno dei più riusciti, pur non presentanodo guizzi di personalità. Le ruote vedono cerchi in lega con sensori di pressione sui cerchi. Per quanto riguarda la capacità del serbatoio e il peso in ordine di marcia, sono rispettivamente di 16 litri e 208 kg dichiarati.

CFMOTO 675SR-R: le caratteristiche tecniche
La CFMOTO 675SR-R si inserisce come la più equilibrata e accessibile delle tre. Il design, sviluppato in Italia da Modena 40, mette al centro l’aerodinamica e le proporzioni armoniose: frontale affilato, coda compatta, scarico integrato e un’impronta complessiva moderna e molto curata.
Per il tre cilindri vengono dichiarati 95 CV a 11.000 giri e 70 Nm a 8.250 giri di coppia massima.
La ciclistica, basata su un telaio tubolare in acciaio con forcellone in alluminio, abbinata alle sospensioni KYB regolabili, punta a un comportamento preciso ma non esasperato, ideale per chi alterna quotidianità e guida sportiva. L’ergonomia poggia su un codino basso con sella a 810 mm da terra, che fa sentire decisamente “dentro” la moto. I semimanubri sono più bassi e angolati delle rivali ma regalano comunque una bella sensazione di controllo anche a chi è meno esperto. L’impianto frenante paga qualcosa rispetto alle rivali, con firma, in questo caso, J.Juan ma sempre con pinze radiali e dischi di 300 mm Ø. Non mancano inoltre il pannello TFT di 5”, un traction control a due livelli e cambio con quickshifter.

Terminato l’identikit tecnico, osservandole nel loro insieme emergono tre identità distinte:
- la Zontes si rivolge a chi cerca una sportiva dal carattere deciso;
- la QJ Motor, con l’aggiornamento del telaio e l’arrivo della piattaforma inerziale, diventa la più tecnologicamente evoluta;
- la CFMOTO, invece, privilegia l’equilibrio tra tecnica e design aggressivo.
Tre proposte diverse, dunque, ma unite da una crescente maturità. Segno evidente di quanto il segmento delle sportive cinesi non sia più un semplice “fenomeno”, ma una realtà ormai competitiva, capace di offrire alternative concrete e credibili in un panorama sempre più variegato.
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