Comparativa dual purpose: Honda CRF300L vs KTM 390 Enduro R vs Suzuki DR-Z4S

Adatte all’off-road, compreso quello più impegnativo, ma a loro agio anche su asfalto: dopo anni di oblio le “dual” tornano ad animare i listini. Abbiamo messo a confronto le principali novità di mercato
 
Comparativa dual purpose: Honda CRF300L vs KTM 390 Enduro R vs Suzuki DR-Z4S

Diego D’Andrea e Manuel LuccheseDiego D’Andrea e Manuel Lucchese

Pubblicato il 29 gennaio 2026, 12:40 (Aggiornato il 2 feb 2026 alle 09:51)

Le moto protagoniste della comparativa

Honda CRF300L: le caratteristiche tecniche

La Honda CRF300L, in listino ormai da qualche anno e con una folta schiera di estimatori alle spalle, è stata rinnovata nel 2025 conquistando, al di là di un refresh estetico, un nuovo setting delle sospensioni per cercare di sopperire a quello che, da sempre, viene considerato un po’ il suo punto debole (in particolare il mono posteriore). A spingerla c’è il pluri-collaudato monocilindrico di 286 cc che dichiara 27,3 CV di potenza massima (22,3 quelli rilevati da noi alla ruota) e un picco di coppia di 26,6 Nm a 6.500 giri (22,83 Nm rilevati).

L’unità più piccola e meno potente in gara, che però equipaggia la moto in assoluto più leggera: 142 kg col pieno il dato riportato sulla scheda tecnica, che combacia esattamente con quello rilevato sulla nostra bilancia. Per il resto, la Honda propone una ciclistica robusta e semplice che bada al sodo: telaio doppia culla in acciaio, sospensioni Showa dalla buona escursione (234 mm davanti e 260 mm dietro) con il solo mono regolabile nel precarico. I freni sono Nissin (all’anteriore c’è un disco singolo di 256 mm Ø) mentre le ruote, di 21’’ e 18’’, calzano pneumatici di misure un po’ inconsuete che riducono la scelta al momento del cambio (soprattutto se si cerca qualcosa di più aggressivo per il fuoristrada).

Elettronica? Non pervenuta. Niente ride-by- wire, mappe motore e traction control, la Honda mantiene un approccio analogico in nome del principio “quello che non c’è non si può rompere” tanto caro ad avventurieri ed esploratori duri e puri. Mancano anche una presa di ricarica USB e il paramotore di serie, mentre l’ABS può essere escluso sulla ruota posteriore tramite un pratico tastino vicino alla strumentazione.

Prezzo: 5.790 euro, il più basso.


KTM 390 Enduro R: le caratteristiche tecniche

La KTM 390 Enduro R, invece, equipaggia il motore più potente della sfida, il monocilindrico LC4c di 399 cc, capace di 45 CV e di una coppia di 39 Nm (rilevati 37,62 CV e 32,87 Nm alla ruota). La frizione antisaltellamento PASC, l’acceleratore ride-by-wire e il nuovo airbox puntano a rendere la moto fluida e reattiva, mentre lo scarico – in posizione insolita per una moto da off-road, anche se va detto che è stato appositamente corazzato per resistere ad ogni maltrattamento – è super compatto e tiene il peso in basso. Il nuovo telaio a traliccio in acciaio verniciato a polvere è basato sulla piattaforma Gen 3 e ha il telaietto posteriore imbullonato. Le ruote a raggi hanno misure 21” e 18”, la forcella e il mono sono WP pluriregolabili ed entrambi hanno escursione di 230 mm (la minore di questa comparativa). L’impianto frenante è ByBre.

Il peso, invece, è un po’ la nota dolente: 165 kg dichiarati col pieno (166,2 kg sulla nostra bilancia) la rendono la moto più pesante del gruppo. La dotazione di bordo è completa: 2 riding mode (compreso quello off-road), traction control e cornering ABS, grazie alla piattaforma inerziale a 6 assi (entrambi sono facilmente disattivabili). La piccola strumentazione ha la connettività integrata e controlli retroilluminati, e non manca la presa di ricarica USB. Peccato per alcune plastiche e il posizionamento di qualche cavo.

Il prezzo parte da 6.780 euro.


Suzuki DR-Z4S: le caratteristiche tecniche

Dulcis in fundo, la Suzuki DR-Z4S. Il motore è un’evoluzione sostanziosa del leggendario mono che da sempre equipaggia questo modello, che però mantiene il cambio a 5 marce (unica tra le moto in sfida): 398 cc, 38,1 CV e 37 Nm di coppia i dati dichiarati (32,6 CV e 33,78 Nm, quelli rilevati da noi, lo ricordiamo, alla ruota).
Anche la DR-Z4S spunta un buon risultato sulla bilancia, 151,6 kg rilevati (a fronte dei 151 kg dichiarati) che equivale ad un ottimo rapporto peso/potenza.

Il resto della componentistica prevede ride by wire, tre mappe motore, controllo di trazione regolabile per la strada, il fuoristrada e disattivabile, ABS escludibile, sospensioni KYB con forcella di 46 mm Ø e lunghe escursioni davanti e dietro (280-296 mm) per una luce a terra di ben 300 mm, freni Nissin. Come la Honda, però, anche la Suzuki ha misure di pneumatici che non permettono ampissima scelta al momento del cambio gomme, soprattutto se si cerca qualcosa di più orientato all’off-road sui terreni impegnativi.

Insomma, a questa moto non manca nulla in termini di dotazione o quasi (come sulla Honda non c’è presa di ricarica USB di serie) e, anzi, stupisce la qualità della componentistica, ma il prezzo risulta comunque un po’ caro: 9.700 euro. 

 

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