Moto perfette per iniziare a fare sul serio con le due ruote “vere”, ma capaci di gratificare anche riders con maggiore esperienza alla ricerca di semplicità. Se la Yamaha MT-07 (QUI la prova completa del modello rinnovato) può essere considerata un po’ la reginetta delle medie naked facili e divertenti, l’inglesina Triumph Trident 660 (QUI la prova), al suo esordio porta subito scompiglio nel segmento, e punta decisa a rubarle lo scettro. Entrambe rappresentano due delle proposte 2021 più interessanti: la giapponese ha un prezzo di listino di 6.999 euro; ne occorrono, invece, 7.995 per la naked di Hinckley.
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YAMAHA MT-07 VS TRIUMPH TRIDENT 660: CONFRONTO DESIGN

L’estetica rappresenta il primo, immediato, spartiacque tra le due moto. La MT-07, fedele al claim “The Dark Side of Japan” propone un look smaccatamente più aggressivo e tagliente, amplificato da grafiche che richiamano il mondo della sportività firmato Yamaha. Tratti stilistici caratterizzanti sono il “muso” appuntito, le linee tese e slim, il codino che spara all’in su. La Trident, viceversa, pur sfruttando linee moderne mantiene una grammatica delle forme più classiche e “british”, anche nelle grafiche. Elementi caratterizzanti sono la sensazione muscolare data dall’insieme motore/serbatoio, il codino smilzo (quasi troncato di netto, come sulla vecchia Speed 1050), e il faro tondo, che mantiene il link con la tradizione del marchio. 
Entrambe si adattano un po’ a tutti e a tutte le età, ma la giapponese piacerà più facilmente a chi cerca un’immagine giovanilistica e aggressiva. L’inglese, viceversa, co un look più “maturo” e sobrio, punta ad un pubblico che predilige un tocco di raffinatezza ed eleganza in più.

YAMAHA MT-07 VS TRIUMPH TRIDENT 660: CONFRONTO TECNICA

Qui salta subito all’occhio una differenza sostanziale: la diversa architettura dei motori. Senza addentrarci in specifiche tecniche, scorrendo dati e numerini col dito, si può sintetizzare il tutto così: se il tre cilindri Triumph da 660cc svetta per quanto riguarda la potenza assoluta (81 CV contro 73,4), il due cilindri Yamaha da 690cc (probabilmente il migliore nella sua categoria) recupera ampiamente sul fronte dell’erogazione ai medio-bassi regimi (e inoltre, presenta una punta di coppia - dato dichiarato - maggiore: 67 Nm a 6500 giri/min Vs 64 Nm a 6.250 giri/min). Va detto, che nell’uso pratico su strada, pur mantenendo ognuno il proprio carattere distintivo, tutti e due i propulsori sono capaci di regalare belle soddisfazioni quando spremuti a dovere (senza rinunciare ad una spiccata “trattabilità”, che li rende adatti anche ai neofiti).
Sia la Trident, che la MT-07, presentano una ciclistica piuttosto semplice e razionale, utile a tenere sotto controllo i costi di produzione, con una resa sempre sincera in relazione al segmento. Pesi dichiarati: 184 kg (col pieno) per l’MT-07, 189 kg (in ordine di marcia) per la Trident.
Dove, però, l’inglesina rilancia forte rispetto alla Yamaha - a giustificazione anche del prezzo più alto - è sul piano dell’elettronica. Sono tre, in particolare, le componenti di serie che rendono il piatto particolarmente ricco: i 2 riding mode a disposizione (Road e Rain) , il controllo di trazione (disattivabile) e il ride-by-wire. Interessante anche la nuova strumentazione, compattissima ma ricca di funzioni, che può integrare il sistema My Triumph Connectivity System. Inoltre, sulla Trident è disponibile, in optional, anche un cambio Shift Assist bidirezionale; possibilità che invece manca sulla MT.

YAMAHA MT-07 VS TRIUMPH TRIDENT 660: CONFRONTO SU STRADA

Facili da gestire e manovrare in ogni contesto, entrambe compatte e dall’ergonomia sostanzialmente corretta, sono capaci di accogliere piloti di tutte le taglie facendoli sentire sempre a proprio agio. Sul piano del comfort, tutte e due vibrano poco e propongono sedute comode (apprezzabile la “rigidità” e il sostegno della Yamaha). Ma quanto detto vale per il pilota. Il passeggero, infatti, se da un lato si troverà un po’ più a suo agio sulla MT, in entrambi i casi avrà a disposizione una porzione di sella davvero risicata.
Da un punto di vista dinamico, inquadrate nel loro segmento (medie naked d’accesso), rappresentano tutte e due una scelta vincente. La Yamaha conquista ai medio-bassi, e in uscita di curva non manca mai all’appello; è più teppistica (nel senso migliore del termine) e tira fuori con più facilità il lato mascalzone che si annida all’interno del polso destro (una volta presa confidenza, tenere giù la ruota anteriore costa fatica). Caratteristiche, peraltro, comuni anche alla Trident, che però invita maggiormente a gustare doti come l’allungo più robusto e incisivo, e la capacità di andare forte anche se guidata in maniera rotonda, senza per forza andare a cercare spigoli.
Chiaramente, quando le condizioni di guida sono più difficili, ad esempio in caso di pioggia o fondi con poco grip, i riding mode e il traction control della Triumph si fanno apprezzare.
Per entrambe, la frenata è meno decisa di quanto si desidererebbe.

YAMAHA MT-07 VS TRIUMPH TRIDENT 660: A CHI L’UNA A CHI L’ALTRA

A questo punto, l'identikit è già piuttosto delineato. Se i due mezzi, infatti, mostrano target similari in termini di destinazione d’uso - "apprendistato", spostamenti quotidiani e curve del fine settimana - a fare la differenza è l’immagine complessiva, che si riflette (in qualche modo, e in parte) anche nel carattere delle moto: più "arrogante" la Yamaha, che quindi andrà a stuzzicare un pubblico più sensibile alla sportività; globalmente più elegante la Triumph, che piacerà a un pubblico particolarmente attento allo stile.

CONCLUSIONI

In tre parole: divertentissime, facili, sane! Se da un lato la MT-07 continua a proporre badilate di carattere, mettendo in campo uno dei migliori bicilindrici in circolazione e un rapporto qualità/prezzo difficile da ignorare, dall’altro la Trident (che in quanto a carattere, anche lei di certo non scherza) risponde con una dotazione tecnica più sostanziosa che innalza lo standard della categoria; e poi quel look moderno, dal riuscito tocco british, non passa proprio inosservato!