Non sempre, forse, ci pensiamo abbastanza: ma quanto è importante la scelta della prima “moto vera”, per la nostra carriera motociclistica? In fondo, parte della direzione in cui andrà dipende anche da lei. Tra i segmenti più opzionati, per chi sceglie la prima cavalcatura di rango, c'è sicuramente quello delle medie neked, cui va l’indubbio merito di aver svezzato intere schiere di riders. Ma sono tanti, anche i motociclisti esperti, che le cercano come soluzione facile, con cui divertirsi senza troppo impegno. Ed è proprio in questo contenitore così strategico, che Triumph ha calato il suo asso con la nuova Trident. L’abbiamo provata sulle emozionanti strade che si arrampicano sul Teide, il maestoso vulcano dell'isola di Tenerife. Ecco con quali voti ha superato il nostro #SottoEsame.

DESIGN

Nonostante il nome evochi atmosfere heritage, sgombriamo il campo da ogni equivoco: con la Trident, Triumph non ha voluto riproporre alcuna suggestione del passato: linee moderne, minimal, aggressive quanto basta, questo modello rappresenta un capitolo tutto nuovo per la Casa di Hinckley. Una grammatica progettuale e stilistica inedita, incentrata sulla meccanica in bella vista, sul layout compatto, sulle grafiche efficaci e ben congeniate; sul codino smilzo che dona dinamicità, esaltando, allo stesso tempo, la sensazione muscolare dell’insieme motore/serbatoio. E poi c’è la scelta (azzeccata) del faro tondo. Elemento caratterizzante, capace di parlare un linguaggio universale e senza tempo, perfetto per mantenere il link con la tradizione. Controverso, invece, è il giudizio sul portatarga “a filo ruota”: se per certi versi esalta il codino, per altri appesantisce la percezione complessiva del retrotreno.

Le colorazioni disponibili sono quattro: Sapphire Black e Crystal White, entrambe con decalcomanie Diablo Red e Jet Black; mentre, con un sovrapprezzo di 100 euro, ci sono le più sofisticate Silver Ice & Diablo Red (che abbina, ad una base argento, accenti in rosso a contrasto, con uno scenografico logo Triumph sul serbatoio) e Matt Jet Black & Matt Silver Ice (la variante più dark e aggressiva, con grande logo Triumph sul serbatoio). Tutte bellissime, ma una livrea un po’ più “spregiudicata” e sbarazzina non avrebbe guastato, su una moto che si rivolge comunque ad un pubblico giovane.  
VOTO: 8

CONTENUTI TECNICI E DOTAZIONI

Quello delle medie è in genere un segmento di compromesso, in cui si tende a sacrificare sempre qualcosa in termini di dotazione per proporre un prezzo più concorrenziale in listino. La nuova Trident fa tutto questo in maniera intelligente. La ciclistica, ad esempio, è semplice e razionale, ma complessivamente lavora bene, con una resa su strada sempre prevedibile e sincera. Interamente nuovo è il telaio in tubi di acciaio, mentre le sospensioni, marcate Showa, vedono all’anteriore una forcella upside down da 41mm con funzionalità separate (escursione di 120mm), e al posteriore un mono regolabile nel precarico (escursione di 133.5mm). L’impianto frenante è invece Nissin e si avvale di pinze a 2 pistoncini, che mordono dischi di 310mm, davanti, e di una pinza singola al posteriore. Il peso della Trident, in ordine di marcia, è di 189 kg (niente male!), mentre la scelta delle coperture di primo equipaggiamento è ricaduta sulle Michelin Road 5.

A spingere la moto troviamo un motore 3 cilindri da 660 cc, con una potenza massima di 81 CV a 10.250 giri/min, e il 90% della coppia disponibile lungo la maggior parte del contagiri: il picco è di 64 Nm a 6.250 giri/min. Il cambio a 6 velocità è dotato di rapporti interni e trasmissione finale appositamente studiati per esaltare la brillantezza del propulsore, in particolare nelle prime tre marce. Fattore, quest’ultimo, determinante in un segmento in cui contano più le sensazioni muscolari ai medio-bassi regimi, che le prestazioni velocistiche in senso assoluto. Nessun problema per i possessori la patente A2, grazie all’apposito kit in postmontaggio che prevede un set-up elettronico dedicato: il picco di potenza massima viene ridotto a 47.8 CV a 8.750 giri/min e la coppia si attesta a 51 Nm a 5.250 giri/min. L’operazione è reversibile in Concessionaria, consentendo, quindi, di tornare a potenza piena in seguito.

Dove, però, l’inglesina rilancia forte è sul piano dell’elettronica. Sono tre, in particolare, le componenti di serie che rendono il piatto particolarmente ricco: i 2 riding mode a disposizione, il controllo di trazione (disattivabile) e il ride-by-wire. Le modalità di guida ‘Road’ e ‘Rain’ intervengono sulla curva di erogazione e sui parametri di settaggio del controllo di trazione per adeguare la moto alle diverse condizioni di guida. La variazione del carattere del motore e della sua erogazione è possibile grazie all’adozione dell’acceleratore di tipo ride-by-wire. Disponibile, ma stavolta in optional, anche un cambio Shift Assist bidirezionale, per cambiate veloci senza bisogno di utilizzare la frizione.

Interessante anche la nuova strumentazione, compattissima ma ricca di funzioni, che può integrare anche il sistema My Triumph Connectivity System (accessorio originale), in grado di offrire navigazione turn-by-turn, e di fungere da interfaccia di comando della GoPro, del proprio smartphone e della musica preferita. Il tutto tramite connessione Bluetooth e comandi al manubrio. Quando si vuole mettere così tanto, in così poco spazio, però, è inevitabile che non si potrà mai avere tutto sempre sott’occhio come si desidererebbe.
VOTO: 8,2

ERGONOMIA E COMFORT

Questa Trident è slim, compatta, ma allo stesso tempo, accogliente per piloti di tutte le taglie. Ci si ritrova perfettamente inseriti nel corpo moto, col manubrio alla giusta distanza e ginocchia non troppo piegate. Complessivamente, un’ergonomia molto corretta che propone un bel mix tra comfort e sportività. Scarse le vibrazioni e comoda la sella: al netto dell’ovvia assenza di riparo aerodinamico, una moto con cui percorrere chilometri senza patire affaticamenti. In coppia, vista la porzione di seduta riservata al passeggero, meglio programmare gite non troppo lunghe. Dimensioni e ingombri rendono la Trident a suo agio in ambiente urbano e facile da gestire in manovra.
VOTO: 8

PIACERE DI GUIDA E FATTORE EMOZIONALE

In tre parole: divertentissima, facile, sana! La ciclistica è semplice, ma fa bene il suo lavoro, senza prestare il fianco a particolari critiche: anche sotto stress - e la voglia di stressarla, questa Trident, è immediata non appena la strada si fa tortuosa -  sospensioni e freni mostrano una resa coerente, priva di reazioni impreviste o indesiderate. Persino esagerando molto la staccata, la forcella non arriva mai a supplicare pietà. Certo, il “sostegno” offerto non è da componentistica racing, ma questa Trident non nasce per questo scopo. Il meglio lo si ottiene facendola scorrere in curva, senza cercare inutili spigoli e sfruttando l’ottimo rigore direzionale anche sul veloce (in generale, il feeling con l’avantreno è sempre convincente). Guidata in questo modo è una moto divertentissima ed efficace. La capacità di arresto, nonostante le pinze di tipo assiale presentino meno “mordente percepito” rispetto alle radiali, è buona e progressiva. Ma la vera componente, che regala un sapore piccante a questa naked è il cuore d’oro a tre cilindri. L’erogazione è già frizzante ai bassi regimi, ma poco prima di metà scala del contagiri, si irrobustisce e si intosta ulteriormente, con un allungo pieno e muscolare fino al limitatore. Solo l'elettronica, in alcune circostanze, è sembrata un po' conservativa, con un taglio di erogazione percepibile intorno ai 5.000/5.500 giri, al momento di spalancare il gas a moto ancora piegata. Va specificato, però, che sul Teide, splendido scenario del test, le temperature incontrate, in alcuni punti, erano davvero basse (prossime ai 4°) a ovvio scapito del grip. 
VOTO: 8,5

RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO

La nuova Triumph Trident 660, che arriverà nelle concessionarie a fine gennaio 2021 (con garanzia illimitata di 2 anni e programma di manutenzione con intervalli di 16.000 km) è proposta ad un prezzo di 7.995 euro. Corretto e più che adeguato all’offerta.
VOTO: 8,6

CONCLUSIONI

Il ring è di quelli affollati che promettono battaglia, con concorrenti agguerrite del calibro di Kawasaki Z650, Yamaha MT-07 e Honda CB650R. Ma la nuova roadster di Hinckley si getta nella mischia convinta del fatto suo: motore tre cilindri, look efficace e dotazione completa (a meno di 8.000 euro), sono un messaggio forte e chiaro all'indirizzo delle avversarie. E poi c’è quel fattore “fun”, che ti cattura subito non appena l’accendi. Una caratteristica che fa la differenza e promette gioie, tanto a chi cavalca la sua prima “moto seria”, quanto al motociclista più smaliziato. Brava Triumph!
VOTO FINALE: 8,3