Dopo il confronto tra le crossover da 100 CV, eccoci ora al secondo capitolo: parliamo ovviamente di crossover, ma stavolta la discriminante è la cilindrata, sotto i 1000 cc. Una volta le moto dei grandi viaggiatori erano le sport-tourer. Erano delle sportive equipaggiate con una sella comoda, dei manubri rialzati e pedane avanzate. Si viaggiava così, con la pancia sul serbatoio e le braccia allungate, rilassati sì, ma fino ad un certo punto. Nel migliore dei casi c’erano le valigie laterali morbide, altrimenti il compagno più frequente era un vecchio borsone sdrucito, avvolto alla buona al posto del passeggero. Sembra impossibile da immaginare, ma molti motociclisti hanno girato il mondo a bordo di sport-tourer simili a camper tedeschi. E quanto lavoro per gli osteopati...

IN PRINCIPIO FU LA TDM

Gli anni sono passati, le esigenze dei motociclisti (e delle loro spine dorsali) sono cambiate e i segmenti di mercato si sono intrecciati. E' avvenuta una contaminazione: sempre più modelli, sempre più trasversali. Ed eccoci a oggi, 2020, epoca in cui le endurone stradali giocano a fare le sportive, diventando così crossover. Ricordate la Yamaha TDM? E' lei la capostipite di questa categoria. Posizione rialzata, buon riparo, ciclistica da stradale pura e motore vigoroso, una ricetta che consente di viaggiare a lungo senza stancarsi e di togliersi il prurito quando prendono i cinque minuti.

COSì SIMILI EPPURE COSì DIVERSE

Ognuna di queste moto ha un carattere specifico, frutto di precise scelte progettuali. BMW è bilanciata, Triumph confortevole, Yamaha concreta, Ducati regale, MV Agusta sportiva. Difficile scegliere...
Ne esistono di diverse cilindrate: le piccole, le maxi e le intermedie. Per questa comparativa abbiamo selezionate cinque crossover sotto i 1000 cc, che in fin dei conti sono anche quelle più desiderabili. Perché hanno i numeri giusti, in grado di emozionare ma senza gli eccessi delle maxi, costose e sofisticate.

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