Tra sogno e realtà. Iniziamo dai numeri fondamentali: il peso a secco è di 159 kg, 16 in meno rispetto alla Panigale standard. La potenza è di 224 CV, che diventano 234 CV con scarico racing, solo una decina in meno della SBK del Mondiale (!!). La Ducati Superleggera V4 è qualcosa di unico nel panorama motociclistico mondiale. Basti pensare che le sue enormi ali creano un carico aerodinamico addirittura maggiore rispetto all'attuale Ducati GP20 schierata in MotoGP. Però ha fari, specchi e... si può comprare.

Certo, al prezzo di 100.000 Euro. Ma quali sono le sue potenzialità? Michele Pirro, settimo al Mugello nel 2019 in MotoGP, nel CIV Superbike ha girato in 1'50” e 3 con il suo V4. Alessandro Valia, collaudatore Ducati, con gli stessi pneumatici di Pirro a bordo della Superleggera ha strappato un 1'52” e 4... con cambio standard e pastiglie dei freni stradali. Decisamente non male!

Per scoprire come è fatta la Ducati Superleggera V4 vi rimandiamo a questo link. Ora scopriamo come va la "fuoriserie" bolognese sui saliscendi del Mugello.

CIRCUITO DA FAVOLA PER UNA MOTO DA SOGNO

La Superleggera V4 è a nostra disposizione sulla pit lane della pista del Mugello, le slick Pirelli sono tenute al caldo sotto le termocoperte... tutto e pronto, si comincia!

Inseriamo la prima marcia verso la San Donato, poi via verso la Luco-Poggio Secco e la Materassi-Borgo San Lorenzo. La ciclistica in carbonio della Superleggera invita a girare, leggera, precisa, veloce. E capiamo subito che nei cambi di direzione questa sportiva è semplicemente fenomenale. In arrivo nella parte della Casanova-Savelli e le Arrabbiate, la sezione più emozionante della pista, questa Ducati pennella traiettorie in modo fluido, chiudendo la linea con estrema fiducia. Fantastica! Potrebbe competere con le vere SBK, ma stupisce per quanto sia sfruttabile e regolare.

CHE FRENI!

Arriva il Correntaio, tornante lunghissimo a scendere, e lì la Ducati scava l'asfalto, incurante delle malformazioni del fondo. Poi la staccata della Bucine, decisa, solida. L'impianto Brembo è qualcosa di incredibile. Pochi secondi dopo e la sentiamo volare letteralmente sul rettilineo: il V4 ama girare alto, i cambi di marcia sono quasi senza soluzione di continuità e incredibilmente veloci.

Verso la fine del rettilineo c'è il famoso scollinamento, prima della staccata, e dove le MotoGP decollano. Si può sfruttare la linea bianca dell'uscita pit lane per raddrizzare la linea, ma il polso non collabora. Tutto accade in moto dannatamente veloce. Dalla sesta marcia si passa alla seconda e ancora una volta siamo corti... i Brembo Stylema R hanno potenza da vendere.

MEGLIO DELLA XBOX

Prima della Materassi i LED che suggeriscono il cambio marcia si illuminano per la prima volta, ricordando che non ci siamo ancora avvicinati alla linea rossa! La potenza è a quota 15.250 giri e la coppia a 11.750 giri, ma il V4 può spingersi a 16.000 giri... 16.500 giri in sesta.

Nonostante le manate di gas in uscita l'avantreno rimane incollato a terra. Con il riding mode “B” non c'è traccia di impennata o instabilità. È come giocare con la Xbox: tutto è accelerato, a tratti surreale. Il Mugello è ampio, aperto, ma la Superleggera lo fa assomigliare a Cadwell Park, un toboga che sale e che scende movimentato da un mare di curve.

La Superleggera “alata” è solida come una roccia, ricordando al pilota che ci sono 60 chili di carico aerodinamico che premono sull'anteriore della moto. In staccata, la moto si accuccia, contrastando il lavoro delle pinze e dei padelloni da 330 mm: ma la forcella si oppone con decisione allo schiacciamento, copiando il fondo con una stabilità impeccabile. Il fattore limite qui non sono i freni ma le capacità del pilota. Le ali giocano un ruolo fondamentale, ma anche il telaio in carbonio contribuisce all'efficacia globale. Ovviamente non va dimenticata l'impronta a terra più ampia offerta dalla slick Pirelli anteriore nella misura “125”. È come la tempesta perfetta, così potente che è difficile da descrivere a parole.

Numeri alla mano, tutti sapevano che questa Superleggera sarebbe stata veloce, ma come per l'incredibile frenata, non ci aspettavamo che anche la manovrabilità fosse così elevata. Rispetto all pur raffinata Panigale R questa è un passo avanti. La Ducati è riuscita a migliorare qualcosa gà di suo vicino alla perfezione: il modo in cui la Superleggera gira e cambia direzione è stratosferico.

EMOZIONE SENZA PREZZO

Ma nella mia mente c'è comunque la cifra di 100.000 euro. E non vorrei mai essere il primo a riportare ai box una Superleggera ridotta ad un rottame. Soprattutto di fronte allo stato maggiore Ducati, presente all'evento in Toscana. Ma la tentazione di esagerare, di andare oltre è forte: questa moto incoraggia a dare di più, a spingere fino a quando non si avverte che tutto sta funzionando come dovrebbe, che la meccanica fa quello per cui è stata pensata, progettata, modellata.

Quello è il momento di passare al riding mode “A” che offre piena potenza e coppia anche nelle marce più corte. Per essere onesti, il Mugello non è una pista lenta che impone ripartenze da fermo: la prima marcia si usa per lasciare la pit-lane. In questa modalità c'è sicuramente più cattiveria in basso, ma ancora una volta l'avantreno rimane solido e rigoroso, lasciandosi andare a qualche lieve impennata solo nella primissima fase di accelerazione, quando il carico – per la velocità contenuta – non è ancora sensibile.

Nel giro di rallentamento le emozioni sono tante. Guidare il Mugello è sempre speciale, ma farlo sulla nuova Superleggera è un privilegio extra. Che moto! Che esperienza!

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