JEREZ DE LA FRONTERA – Lunga vita al motore Superquadro, non più estremo come una volta ma finalmente caratterizzato da una fruibilità da vero bicilindrico e omologato Euro 5. Intorno a questa unità, Ducati ha costruito la Panigale V2, ora caratterizzata da un design simile a quello della Panigale V4. Ci sono la doppia carena, i fari a LED, la strumentazione TFT, una sella comoda e in grado di assicurare 20 millimetri in più di spazio longitudinale e, infine, il monobraccio. Sulla Panigale 959, il modello che la Panigale V2 manda in pensione, c’era un meno appariscente forcellone a doppio braccio.

Ducati Panigale V2, la media che piace

ECCELLENZA - L’elettronica del motore è inedita e deriva da quella della Panigale V4. Cambia anche il sistema di calibrazione, Continental al posto di Mitsubishi. Nuovo l’impianto di scarico, corto e dotato di un catalizzatore più grande per rientrare nei limiti di emissioni imposti dalla normativa Euro 5. Gli Iniettori assicurano maggiore portata e l’impianto che porta aria nella cassa filtro è più efficiente.

Il baricentro è più alto (l’ammortizzatore è 2 millimetri più lungo) e la sospensione posteriore è più morbida in compressione. La maggiore altezza del retrotreno ha causato una riduzione dell’avancorsa e una maggiore maneggevolezza, che non pregiudica la stabilità, sempre eccellente.

IN PISTA - Si apprezza moltissimo la fruibilità. La Panigale V2 è facile e permette di guidare restando concentrati sull’avantreno, piegando e giocando in staccata e durante la fase d’inserimento in curva, per poi spalancare il gas senza essere costretti a gestire l’aderenza, come si farebbe in sella a una maxi da 200 CV.

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Nelle curve lente, la Panigale V2 trasmette le sensazioni tipiche delle moto un po’ lunghe ma la notevole precisione direzionale dell’avantreno (in questo caso enfatizzata da un elevato freno idraulico in estensione) aiuta a mantenere la traiettoria impostata. Poi, nelle curve veloci, è goduria allo stato puro, con la ciclistica che permette di iniziare e portare a termine qualsiasi manovra!

DUE DIFETTI - Il cambio, che in scalata, soprattutto nel passaggio dalla terza alla seconda marcia, a volte impedisce l’inserimento del rapporto, e il prezzo, un po’ alto, considerando le prestazioni della moto, più vicine a quelle di una media che a quelle di una maxi.