Il compromesso vincente: guida alla scelta degli scooter tra 125 e 350 cc

Il compromesso vincente: guida alla scelta degli scooter tra 125 e 350 cc

Rappresentano la grossa fetta del mercato, perché è tra queste cilindrate che le aziende giocano la partita decisiva, in città e non solo. Conosciamoli meglio

Nicola Andreetto

Le cilindrate più diffuse nelle città di tutto il mondo sono quelle tra i 125 e i 350 centimetri cubici e non è un caso. Rappresentano il miglior compromesso tra costi di gestione contenuti, dimensioni e prestazioni alla portata delle varie esigenze ed esperienze, agilità e praticità con una discreta possibilità di carico. Si tratta di un segmento molto variegato e affollato di proposte e proprio per questo può non essere semplicissimo scegliere al volo lo scooter che fa al caso nostro. Inoltre dalla ottavo di litro alla 350 ci sono importanti differenze prestazionali da tenere in considerazione, perciò cerchiamo di fare subito un po’ di chiarezza. La 125 è una cilindrata da sempre viatico per chi vuole “fare sul serio” con le due ruote e se parliamo di scooter unisce il vantaggio di essere guidabile a 16 anni con patente A1 (oltre che con patente B), a prestazioni che consentono di muoversi bene non solo in mezzo al traffico ma anche quanto c’è necessità di allungare un po’. A differenza di un tempo, oggi i motori 125 sono praticamente tutti a 4 tempi ad iniezione con indubbi vantaggi in termini di emissioni e di rumorosità ma anche di manutenzione e consumi.

Quanto alle prestazioni, le potenze sono da codice inferiori agli 11 kW, generalmente tra gli 8 e i 10. Ma le Case propongono quasi sempre lo stesso scooter anche con una cilindrata superiore, tipicamente 150 perché questa è la prima cubatura utile per accedere a tratte autostradali e tangenziali. È un limite che esiste praticamente solo in Italia e che per ora è stato rimosso solo per la propulsione elettrica. Per avere una differenza più apprezzabile in termini di coppia e potenza bisogna salire ancora un pochettino. Ad esempio la cilindrata di 200 (anche se spesso quella effettiva è di 175 cc) è più adatta se percorriamo tangenziali o salite impegnative o ospitiamo un passeggero. Va detto anche che è pensata per sfondare su mercati asiatici più che nostrani. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che le Case progettano in termini globali soprattutto in un segmento come questo.

Una cubatura storicamente più “europea” è quella di 250 che però è ormai scomparsa dai radar: per rispondere alle restrizioni sulle emissioni senza rinunciare (anzi) alla prestazione che era obiettivo di questa cilindrata, i costruttori hanno introdotto la 300. Superata questa soglia iniziano a scomparire gli scooter compatti e agili ed iniziano ad esserci strutture più importanti. Di 350cc, in realtà, ce ne sono sempre meno proprio perché molte Case sono salite direttamente a 400. Ma c’è chi, come Honda o Kymco ad esempio, lo ritiene ancora un buon equilibrio tra esigenze urbane ed extra urbane. Ma non è solo la cilindrata a determinare il posizionamento di uno scooter medio, perché ci sono vari filoni. Per ogni categoria abbiamo scelto alcuni modelli tra i più rappresentativi, in modo da fornirvi gli elementi utili per la scelta. Ma non perdiamo tempo e andiamo a scoprirli assieme.

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