Il team italiano è stato uno dei protagonisti del BMW GS Trophy contendendo al Sudafrica e alla Francia il primo posto finale della classifica generale. Una sfida che si è consumata prova dopo prova, chilometro dopo chilometro per otto intensi giorni(link al servizio precedente). Alberto, Federico e Michele, sono usciti vincitori dalle selezioni del 2019 cui hanno aderito centinaia di candidati. E hanno fatto squadra, si sono divertiti, hanno combattuto. Ecco le loro parole.

Federico De Angelis: che gusto!

Enjoy! Ho finalmente capito il significato di questa parola in Nuova Zelanda. Così è stato! Me la sono proprio goduta questa fantastica esperienza! Dalle storpiature dei simpaticissimi coreani... Paparotti e pizza ai pepperoni... alle mangiate di polvere, dalle tende fradice alle 5 di mattina alle derapate sulle spiagge oceaniche, dalle delusioni delle prove sbagliate all’esultanza di quelle inaspettatamente fatte bene, dagli spazi infiniti alla maestosità della vegetazione. Potrei non finire mai di esprimere la grandezza di questo luogo e di questo evento!

E poi lo spirito di squadra completato dalla presenza del nostro giornalista che non volevano far entrare in Nuova Zelanda (forse facevano anche bene!) ma che dopo mille peripezie ci ha raggiunto al secondo giorno... è stata la ciliegina sulla torta, insieme alla competizione con gli atri team di tutte le nazioni. Un unico grande gruppo con lo scopo di godersi questa avventura! Enjoy!”.

Alberto Ballardin: che meraviglia l'Oceano Pacifico!

“Once in a lifetime experience... BMW aveva proprio ragione! Il GS Trophy in Nuova Zelanda è stata la più bella esperienza che io abbia fatto, nonostante abbia partecipato a tante entusiasmanti gare e altrettanti meravigiosi viaggi. Ma mai una gara con al suo interno un viaggio! La location ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale nel rendere questo evento ancora più indimenticabile, sbucare improvvisamente in riva all’oceano senza vedere presenza umana a perdita d’occhio non ha prezzo. Solo io e la moto. Per quanto riguarda i paesaggi che mi hanno affascinato di sicuro tra i primi posti metterei proprio gli scorci sul Pacifico, uscire da una curva e trovarsi l’infinità di fronte un po’ ti stordisce da quanto è bello!

Per non parlare delle albe e dei tramonti, una più bella dell’altra! Uno dei momenti in cui mi sono divertito di più è sicuramente stata quella mezz’ora passata in spiaggia a fare derapate infinite... Per quanto riguarda i rapporti con il team sono rimasto più che soddisfatto. Era forse l’aspetto che più mi preoccupava, passare due settimane a stretto contatto e in condizioni di stress con due persone che non conoscevo bene non era facile. Invece la squadra ha funzionato molto bene, ci siamo sempre dati una mano e supportati (anche sopportati) alla grande! Un’altra cosa nuova per me, che mi rimarrà impressa nei ricordi, sono le cene con tutte le squadre, un momento molto divertente per scambiare opinioni e aneddoti della giornata e fare nuove amicizie”.

Michele Pradelli: difficile tornare alla normalità

“Sono fisicamente rientrato in Italia da poco dopo, circa 30 ore di viaggio e sto cercando di ripristinare i miei bioritmi decisamente sfasati dal jet lag di ben 12 ore. Il mio spirito è ancora immerso nella magica avventura chiamata GS Trophy: percorsi off-road incredibili, luoghi incontaminati, notti in tenda, nuovi amici che condividono le tue stesse passioni, prove difficili, inconvenienti da risolvere, laghi, montagne, oceano... è difficile tornare alla quotidianità. Questo viaggio ha dato ossigeno alla fiamma dell’avventura che brucia in me e non vedo l’ora di organizzare al più presto una nuova esplorazione in luoghi sconosciuti. Al GS Trophy si può prender parte una sola volta nella vita, e visto che io ho avuto la fortuna di entrare in questo meraviglioso mondo voglio darvi un consiglio: se siete appassionati di moto, viaggi e avventura fate di tutto per entrare nel team. Ne vale decisamente la pena!”.

BMW GS Trophy 2020: Ultima frontiera