Troppo traffico sulle Dolomiti: colpa anche dei motociclisti?

Quest'estate le amministrazioni locali delle aree dolomitiche hanno avuto a che fare con la difficile gestione del troppo traffico. Anche i motociclisti si prendono parte della colpa e le associazioni chiedono di limitare l'ingresso ai mezzi a motore sui passi

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 8 settembre 2021, 11:32

E' indubbio che le aree di montagna, quest'estate, abbiano visto una enorme crescita del turismo, principalmente le aree alpine e dolomitiche dove tantissimi italiani e altrettanti stranieri da tutta Europa hanno speso il loro tempo libero. I motociclisti hanno seguito il trend e sono arrivati in massa fin da fine maggio nelle aree dolomitiche, prendendo d'assalto i famosi passi di montagna, ma contribuendo anche al traffico che ha mandato in tilt la viabilità e ha fatto arrabbiare numerose associazioni locali e chi si occupa del benessere dei parchi naturali delle Dolomiti.

Troppo turismo fa male alle montagne

Cosa sta succedendo nel dettaglio? La Fondazione Dolomiti e gli assessori alla mobilità delle province di Bolzano, Trento e del Veneto stanno lavorando su un nuovo piano di mobilità basato su un documento d'intesa, che prevede lo sviluppo di un sistema in grado di limitare l'ingresso delle auto e delle moto sui passi dolomitici senza impattare troppo sul turismo. Un'impresa non da poco dato che - alla luce dell'enome afflusso di questa stagione - le Dolomiti sembrano essere diventate una meta richiestissima.

Perchè limitare il traffico? Le strade di montagna non sono fatte per accogliere troppi mezzi e molto spesso quest'anno abbiamo visto una vera congestione delle vie di comunicazione delle principali valli, causando un aumento delle emissioni di CO2, di inquinamento acustico e un netto peggioramento della qualità della vita della popolazione locale. La Val di Fassa e la comunità Ladina dicono che "si sta soffocando, la Valle è afflitta un traffico che oramai non può più solamente essere derubricato un banale problema di poche settimane l’anno ma che è diventato una condizione cronica che rende la valle invivibile e impercorribile per molti mesi dell’anno". In questo caso si richiede addirittura di bloccare la costruzione di nuovi hotel e limitare i posti letto nell'area. Si parla da tempo di irrobustire anche la rete di trasporti pubblici ma tra le valli e le gole non è semplice spostare grandi masse di persone in modo veloce ed efficiente.

Dove si inseriscono i motociclisti?

Benchè snelle, agili e veloci, le motociclette contribuiscono non poco al traffico, quando sono parecchie. I passi dell'area dolomitica sono una delle mete preferite dei motociclisti da sempre ma la concentrazione di questi in periodi ben definiti dell'anno crea grandi problemi di affollamento e di circolazione dove la strada è stretta e tortuosa. Quando il traffico è tanto e i veicoli transitano lenti, anche per le moto è difficile non stare incastrati fra le colonne di auto su queste statali. Di conseguenza l'inquinamento da emissioni e (soprattutto) quello acustico fanno diventare anche le moto un problema e non possiamo fare altro che prenderne atto.  

La realtà è che queste aree non sono strutturate per ospitare turismo di massa, e non sembra esistano altre soluzioni se non limitare semplicemente l'afflusso di turisti e di mezzi se si vuole salvaguardare la natura dell'area e la vita delle popolazioni locali. Lo stesso piacere del giro in moto in queste aree è quello di godersi la strada e il panorama nel modo più rilassato possibile, con la via per la vetta libera e scorrevole. E' semplicemente paradossale pensare di andare a farsi un bel giro nelle Dolomiti per godersi la propria moto e fare la maggior parte del tragitto a passo d'uomo saltando un'auto alla volta. Siamo sicuri che diversi lettori hanno sperimentato tale situazione quest'anno.

Se ci perdono tutti, è necessario limitare

Alla luce dei fatti, ci perdiamo tutti: noi motociclisti che dobbiamo badare al traffico e all'affollamento della strada senza poterci godere davvero queste strade, che sono fra le più belle del mondo. Ci perdono i turisti in generale, che vanno a cercare pace e natura fra le montagne e si trovano a condividere luoghi affollatissimi e ingorghi stradali. Ci perde la qualità della vita dei locali, che con l'invasione dei turisti vedono peggiorare parecchio la qualità della loro vita e la tranquillità dei loro borghi. Infine ci perde la natura, che più di tutte va preservata per mantenere il delicato equilibrio dell'ecosistema dolomitico e la vita della fauna che non si può permettere di stare a stretto contatto con l'uomo. Finora non abbiamo sentito lamentele solo da parte di albergatori e ristoratori, che forse sono gli unici che hanno unicamente tratto vantaggi dall'enorme afflusso di turisti di questo periodo, rifacendosi in parte dalle mancate entrate del periodo invernale/sciistico.

Come si può ben capire, la soluzione non è così semplice e non si può accontentare tutti. Noi motociclisti dobbiamo prendere atto che si tratta di una situazione più complessa di quanto si possa immaginare e capire che se pure dovessero limitare le nostre possibilità di godere dei più bei passi delle Dolomiti in sella, non è un diretto attacco alla categoria ma una necessaria misura presa per tutelare in primis la natura e chi vive in questi posti, mettendo per forza in secondo piano chi li frequenta per puro scopo ricreativo. 

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