Dopo aver riavviato la produzione Ducati ha lanciato la raccolta fondi #raceagainstCovid per sostenere il Policlinico Sant’Orsola di Bologna e i programmi di riabilitazione per i pazienti in convalescenza dopo il Covid-19.

Per offrire un supporto concreto a chi, in prima linea, lavora ogni giorno per proteggere la salute dei cittadini, la Casa di Borgo Panigale ha dunque chiamato a raccolta la sua “famiglia”: dipendenti del quartier generale e di tutte le filiali nel mondo, DOC, concessionari, fornitori, partner, piloti e appassionati.


#raceagainstCovid

La raccolta è partita con la somma di 100.000 Euro donata dei membri del board Ducati, alla quale si sono sommate le donazioni dei dipendenti. L’importo raccolto è stato poi raddoppiato dall’Azienda.

"Di fronte a una tragedia come quella causata dal virus Covid19 si può rimanere immobili, paralizzati dal terrore, o reagire in modo rapido, preciso e coordinato. Aiutare il sistema sanitario in ogni modo possibile è un dovere di ogni singolo cittadino e anche delle imprese che sono parte fondante del tessuto sociale”, ha dichiarato Claudio Domenicali Amministratore Delegato Ducati.

La Ducati è stata fondata a Bologna ben novantaquattro anni fa ed è quindi legata in modo indissolubile a questa città. Sono certo che i nostri piloti, i tifosi, gli appassionati di tutto il mondo si uniranno a noi per dare alla città e al Paese intero un segnale di solidarietà forte, oltre che un ringraziamento sincero per lo sforzo e la dedizione che i medici stanno impiegando per combattere questa nuova e ancora non completamente compresa grave malattia". 

L’obiettivo

L’iniziativa di Ducati ha l’obiettivo di raccogliere, entro questo giugno, i fondi necessari per finanziare strumentazione, ricerca e personale del Policlinico di S. Orsola di Bologna dedicati alla cura esclusiva dei pazienti in convalescenza post Covid-19.

"Anche su chi guarisce, spesso il Covid-19 lascia strascichi importanti su organi e sistemi che ha attaccato con la sua dura azione”, ha detto Chiara Gibertoni, Direttore Generale del Policlinico di Sant’Orsola. “Polmoni, cuore, apparato circolatorio, reni, cervello sono i bersagli preferiti del virus. Si verificano compromissioni della funzione polmonare, cardiaca e renale, rimane il rischio di trombosi, possono anche esserci residui di tipo neurologico. Per seguire questi pazienti, curarli e seguire la loro riabilitazione sono stati attivati spazi multidisciplinari dedicati con cardiologi, neurologi, nefrologi, pneumologi, fisiatri e infettivologi.

“Per questi pazienti vengono proposti programmi di riabilitazione anche complessi che necessitano di personale dedicato e di apparecchiature specifiche come, ad esempio, strumenti di telemedicina per il controllo dei pazienti da remoto, ecografi, ecocardiografi, elettrostimolatori dei muscoli respiratori e strumenti che ne misurino la forza e li allenino, cicloergometri a braccia e tradizionale attivo e passivo (per i pazienti allettati con problemi respiratori)", conclude la dott.ssa Gibertoni.


Come si contribuisce

Dare il proprio contributo alla raccolta fondi è semplice: per chi volesse donare tramite carta di credito, basta andare sulla pagina dedicata della piattaforma GoFundMe (di cui è disponibile anche la app mobile); si può fare anche tramite bonifico bancario, facendo un versamento sul conto dell’Azienda Ospedaliero Sanitaria IBAN IT68E0306902480100000300027 e riportando la causale “donazione raceagainstCovid”. Le donazioni vengono ricevute direttamente dall’Azienda Ospedaliero Universitaria di Bologna Policlinico di S. Orsola.

Fase 2, cosa (non) cambia per i motociclisti