Nell’anno in cui la Ténéré 700 fu presentata al Salone di Milano, ricordo ancora perfettamente una chiacchierata con gli uomini Yamaha, in cui si ragionava di dotazione tecnica, posizionamento, target e prezzo di listino. A fronte di una concorrenza più “dotata” (ma anche ben più costosa), la nuova arrivata fu definita una “enduro aspirazionale”: una moto, di base, già perfetta per l’utilizzo quotidiano e il “light game” tra fango e polvere (quindi buona per almeno l’80% dell’utenza media), ma all’occorrenza facilmente upgradabile - in particolare, sul fronte della ciclistica - nel caso si desiderasse qualcosa in più, per un uso specialistico; e soprattutto, in entrambi i casi, con costi sempre ragionevoli (quello di acquisto e quello di implementazione).

Un discorso, che all’epoca (parliamo di poco meno di due anni fa), ritenni estremamente corretto e centrato, e che oggi trova ulteriore conferma nel progetto “Rally Racer”, indipendente dalla Casa ufficiale, promosso da Oberdan Bezzi in collaborazione con Gessi Moto.

DI CHE SI TRATTA

Scopo dell’operazione, realizzare una serie limitata (e personalizzabile, in caso di particolari esigenze), pronta a scatenarsi nelle competizioni rally o nell’utilizzo in fuoristrada, anche particolarmente duro. La moto, inoltre, potrà essere fornita completamente “spoglia”, con tutti i materiali a vista; oltre a poter ricevere una verniciatura e una decorazione “dedicate”, secondo un programma totalmente personalizzato (qualche esempio nella gallery allegata).

COM’È FATTA

Muscoli, muscoli, muscoli. Per ottenere l'ipertrofica Yamaha Ténéré 700 Rally Racer, si è deciso di lavorare soprattutto sulla ciclistica, sulle sovrastrutture e sull'ergonomia, con interventi mirati ad una maggiore “specializzazione”. Partendo dal motore e dal telaio di serie, la Rally Racer guadagna componentistica da competizione: sospensioni dall'escursione maggiorata, freni più performanti, cerchi più robusti; e inoltre, un nuovo forcellone con leveraggi modificati, nuovo scarico racing e tutte le modifiche necessarie a rendere redditizia la guida nel fuoristrada più duro.

Ulteriori interventi riguardano anche le sovrastrutture: ad esempio, sono previsti due serbatoi separati, realizzati in alluminio, di grande capacità, oltre ad un serbatoio “portante”, anch'esso in alluminio, con funzione di “telaio” reggisella. Un insieme scrupolosamente studiato per non interferire con la posizione di guida, o intralciare gli spostamenti in sella. Tutte le altre componenti della carrozzeria sono previste in leggerissimo carbon/kevlar, per contenere al massimo il peso totale del mezzo.

Al fine di mantenere un’estetica il più possibile simile a quella originale (molto ben riuscita!), dove possibile sono state mantenute componenti identificative del modello di serie come il cupolino e la fanaleria anteriore.

LA BLACK YVORY

Nera e fascinosa, è poi la versione “Black Ivory”, prevista come esemplare unico e, in quanto tale, irreplicabile neanche su richiesta. Insomma, una seducente “oscura regina del deserto”, pronta a finire nelle mani del primo che si prenota. Eccola qui in basso... cosa ne dite?

Per maggiori informazioni sul progetto Rally Racer, scrivere a: info@gessimotociclette.com - oberdanbezzi@libero.it.