Zongshen G250R, dalla Cina la streetfighter pepata

Concettualmente molto simile alla 250 Duke di KTM, la naked asiatica monta un 2 cilindri da 249cc e 25 cavalli. La vedremo anche nel mercato occidentale?

Zongshen G250R, dalla Cina la streetfighter pepata

Pubblicato il 19 ottobre 2021, 19:47

Una moto sportiva, divertente da guidare, pronta ad aggredire l'asfalto, e di piccola cilindrata. Una streetfighter nuda e cruda. A voleri inserirsi nello stesso mercato di modelli come Honda CB300R, KTM 250 Duke, Yamaha MT-03, ci pensa la cinese Zongshen con la sua G250R.

LA KTM 250 DUKE CINESE?

Zongshen è noto in Cina per la produzione di scooter e moto di piccola cilindrata, ma è anche un partner strategico di Piaggio, per il quale il Gruppo di Pontedera esternalizza la produzione nel territorio. La G250R, dal punto di vista stilistico, somiglia molto alla KTM 250 Duke: il design è affilato e aggressivo, ma serbatoio, coda e faro ricordano nettamente quelli della moto austriaca, senza dimenticare la vivacità dei colori della carrozzeria.

PRESTAZIONI

Dal punto di vista delle prestazioni, la G250R è spinta da un monocilindrico da 249cc da circa 25 cavalli. Il display TFT a colori e l'illuminazione a LED completano il quadro della piccola naked pepata, che verrà presto lanciata in Cina per poi piombare sugli altri mercati asiatici e, chissà, provare a "invadere" il territorio occidentale.

Cyclone RA9: naked Hi-Tech ispirata alla Shiver

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Intermot 2022, tutto pronto per il primo appuntamento con le novità 2023

Alla manifestazione parteciperanno tutte le Case più importanti con le prossime novità in arrivo per la prossima stagione

Gli incidenti stradali nel 2021: bene, benino, anzi no

Il 2021 segna un deciso rialzo dell’incidentalità e della mortalità stradale rispetto al 2020. Il confronto con gli altri paesi europei dimostra che siamo indietro nella lotta a questa piaga