La prima moto vera. È grazie a lei che si sperimentano emozioni, si impara a guidare, ci si gusta il primo assaggio di motociclismo autentico. Per offrire tutto questo è necessario, però, che il mezzo prescelto abbia caratteristiche ben precise: deve essere facile, gestibile ma allo stesso tempo deve poter esprimere prestazioni sufficienti a divertirsi, oltre a buone doti ciclistiche. Anni fa tutto questo era appannaggio delle “spigliate” 125 2T, oggi le cose sono cambiate e per vivere le stesse sensazioni occorre guardare a mezzi 4T di cilindrata un po’ più alta. Proprio coma la Honda CB300R che abbiamo testato nei dintorni della Capitale in occasione della presentazione alla stampa. Di seguito, le impressioni a caldo. La prova completa la troverete invece sul prossimo numero di InMoto in edicola il 15 luglio.

BENVENUTI A BORDO - La prima considerazione è sull’abitabilità. In sella alla CB300R ci si sente subito a proprio agio. È una moto molto leggera, compatta ma non piccola (sembra quasi un mezzo di cilindrata maggiore), adatta a piloti di tutte le taglie: la seduta è alta il giusto e non si fatica a piantare i piedi a terra in manovra. Una caratteristica che si apprezza molto in città, dove questa naked, grazie anche alle elevate doti di agilità, può sostituire tranquillamente lo scooter nel day by day. Una piccola moto capace di sguisciare tra le auto in coda come un’anguilla.

CI SI DIVERTE - Il monocilindrico da 286 cc esprime una potenza massima di 31,4 CV a 8.500 giri/min e un picco di coppia pari a 27,9 Nm a 7.500 giri/min. Non un mostro strappabraccia ma è quanto serve per iniziare a divertirsi e a fare sul serio su un bel percorso tortuoso. Per dare il meglio di sé, va tenuto un po’ alto di giri, spremerlo a fondo tra una piega e l’altra regala un gran bel divertimento. La ciclistica è piuttosto sana. Semplice ma lavora bene: la frenata è adeguata (anche la resa dell’ABS è convincente) e le sospensioni accettano persino qualche maltrattamento di troppo, quando si esagera con la guida aggressiva, oltre a copiare correttamente le imperfezioni del manto stradale.

PER OTTENERE IL MEGLIO la moto va lasciata “correre” in curva, senza forzare la staccata o andare alla ricerca di inutili spigoli. Con la CB300R paga la classica “pennellata” con traiettorie pulite. Per essere una naked, e per di più di "entry level", convince anche la stabilità sul veloce: zero ondeggiamenti e traiettorie solide anche affrontando lunghi curvoni a gas spalancato. Buono il comfort di marcia, si fa strada senza stancarsi, nonostante qualche vibrazione di troppo - soprattutto in zona pedane - intorno ai 6.000 giri.

CONCLUSIONI - Mezzo molto curato, dalla dotazione tecnica completa e dall’estetica azzeccata, Honda CB300R punta dritta al cuore di chi cerca una moto facile, divertente, non impegnativa sul fronte dei costi, per il proprio apprendistato motociclistico. Una “piccola” ben riuscita cui è molto difficile trovare punti deboli.

A DARLE BATTAGLIA IN LISTINO sarà soprattutto la G 310 R di Casa BMW, ma anche KTM Duke 390 e Yamaha MT03 sono concorrenti temibili (sebbene con caratteristiche differenti). Rispetto alle avversarie, la CB300R si distingue sicuramente per l’interessante rapporto qualità/prezzo. È lei infatti quella che costa meno: 5.090 euro la cifra necessaria per portarsela a casa. Due le colorazioni disponibili, grigio e rosso, entrambe su base nera.

La prova completa sul numero di InMoto in edicola il 15 luglio.