Quanto tempo ci vuole per mancare un sogno durato anni? Pochissimo. La dimostrazione arriva dalla Nuova Zelanda, dove il britannico Phil Garrett ha cercato di battere il record di velocità su terra su una strada chiusa a Pendarves, vicino Ashburton.

Kawasaki Z1000 del 1975

Il record di velocità non è stato stabilito, ma a tempo record i sogni del centauro si sono infranti. Davanti a una cinquantina di persone partecipanti all’evento, Garrett si è messo su una moto costruita nel garage di Burwood – dello stesso Phil – con il lavoro di centinaia di persone negli ultimi due anni: "Il nostro team di costruzione si è riunito ogni martedì per due anni. Probabilmente a questa moto sono state dedicate circa 6.000 o 7.000 ore". Il modello era una Kawasaki Z1000 del 1975, completamente trasformata per affrontare questa particolare sfida: negli Stati Uniti, chi riesce a superare le 200 miglia orarie – 322 km/h – con una moto sotto i 1.000 cc riceve un cappello rosso, un premio inseguito da molti ma vinto da pochissimi. Garrett, quel cappello, lo desidera da tempo.   

Fatale l’errore di calcolo

In Nuova Zelanda, la sua moto verde ha raggiunto i 230 km/h prima di rompersi, con lo scoppio della guarnizione della testa e con l’olio che ha cosparso motore, pneumatici e lo stesso Garrett, uscito illeso dall’incidente. Fatale l’errore di calcolo sul rapporto aria/carburante, la moto è andata fuori uso e il team ha fallito l’obiettivo del record: "Sono molto deluso, ma grato che nessuno si sia fatto male. Dobbiamo essere onesti e dire: 'Guarda che non ce l'abbiamo fatta, ma non ci arrenderemo”.

Già record su sidecar

Il tenace Phil non è un principiante di queste sfide: già nel 2005 a Bonneville ha battuto il record mondiale di velocità su sidecar 1.000 cc, su un mezzo costato 220.000 dollari che è stato preparato da un team di 500 persone in tre anni e mezzo di lavoro. Il primato è stato raggiunto con 272 km/h, ancora poco rispetto alle mitologiche 200 miglia tanto inseguite da Garrett. Sarà per l’anno prossimo!

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