Fino alla fine del mondo: l'incredibile viaggio su Honda Africa Twin

Fino alla fine del mondo: l'incredibile viaggio su Honda Africa Twin

Protagonista Ron Berard, 55enne di Vancouver: partito nel 2017, ha attraversato le Americhe spingendosi fino a Estancia Moat, prima con un sidecar Ural e poi con la enduro

Redazione - @InMoto_it

Da Vancouver alla fine del mondo, letteralmente. Il lungo, lunghissimo viaggio di Ron Berard, canadese, è durato quasi quattro anni e sta per concludersi. Ad accompagnarlo in un’avventura mitica, doveva esserci un Ural, il Marchio russo (oggi americano) specializzato in sidecar, ma nella vita le sorprese non finiscono mai: a solcare la strada del continente a stelle e strisce c’è oggi una Honda Africa Twin.

Il viaggio di Ron Berard su Africa Twin fino alla fine del mondo FOTO

Il viaggio di Ron Berard su Africa Twin fino alla fine del mondo FOTO

Il 55enne di Vancouver è partito dal Canada spingendosi fino all'estrema punta dell'Argentina, oltre Ushuaia. L'avventura è iniziata con un Ural, proseguita poi con Honda dopo i guasti al sidecar: dal 2017, ora il centauro sta per tornare a casa

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L’AMERICA SU AFRICA TWIN

Arrivare alla “fine del mondo” è l’obiettivo di tanti viaggiatori; la meta di Ushuaia, estremo sud dell’Argentina, è infatti una delle più ambite dai centauri di tutto il pianeta. Però Berard non si è accontentato, spingendosi addirittura oltre. L’avventura era stata programmata a bordo dell’Ural, una moto apparentemente affidabile e facile da riparare, in caso di imprevisti. I guai sono iniziati però subito, con la rottura di un bullone della trasmissione dopo appena tre chilometri; risolto il problema, nella celebre Death Valley californiana il sidecar si è bloccato in retromarcia arrendendosi: Ron ha letteralmente visto la sua moto finire nella pressa della rottamazione. Da lì in poi la scelta di Africa Twin, e addio ai problemi tecnici.

ANDATA, QUINDI RITORNO

Dopo la traversata del Nord, del Centro e del Sud America, Berard è arrivato a Ushuaia e si è accorto che poteva spingersi oltre, fino a Estancia Moat, 85 km più a sud, percorrendo una strada di ghiaia. Il programma originario era di tornare a casa in volo da Buenos Aires, ma perché non farsi anche il ritorno su due ruote? E così è stato. Nei tre anni abbondanti passati fuori da casa, il 55enne ha ricevuto varie visite dalla moglie, che lo ha raggiunto in aereo in alcune tappe del viaggio. Ora la sua Odissea sta per concludersi e la sua Penelope sta per riabbracciarlo.

DOCUMENTI DI VIAGGIO

Berard ha filmato e documentato i tanti momenti significativi della sua esperienza, con lo scopo di produrre un documentario che faccia sognare gli amanti del viaggio “on the road”. Un mito che da Jack Kerouac in poi non ha mai smesso di brillare.

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