Negli anni '80 e '90 il mondo andava a gas spalancato verso la globalizzazione e i regimi comunisti cadevano uno a uno sotto la spinta di un cambiamento di stile di vita e gusti. Questo si ripercuoteva anche nel design dei mezzi di trasporto, con un rapido salto dalle linee squadrate e nette a forme morbide e sinuose, di pari passo con una tecnica sempre più incentrata su piacere di guida e prestazioni.

I primi anni del nuovo millennio, però, non hanno avuto lo stesso effetto magico, e la sempre maggiore diffusione delle due ruote nel mondo (unita a brevi periodi di pesante crisi economica) ha portato a sacrificare la creatività di designer visionari sull'altare dell'efficienza produttiva, dell'evoluzione elettronica e dell'economia di scala.

Prevedere come sarà lo stile delle moto del futuro è diventato più difficile, ma abbiamo tutti gli elementi per capire in che direzione ci sposteremo e da cosa saranno ispirate le prossime mode stilistiche a due ruote, guardando soprattutto all'evoluzione del mondo auto. Cosa dovremo aspettarci allora nei prossimi 10 o 20 anni?

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Gruppi ottici e DRL faranno “la danza”

Parte del design delle nuove moto si svilupperà attorno ai gruppi ottici che grazie alla tecnologia LED, ormai sdoganata in tutte le fasce di prezzo, darà la possibilità ai designer di sbizzarrirsi molto più che in passato. E' un'evoluzione già in atto da qualche tempo, ma il prossimo step sarà di sicuro legato alla diffusione di indicatori di direzione sequenziali, luci di diurne (DRL) con “welcome dance” e applicazione di tecnologia OLED di ultima generazione, come sta capitando già nel mondo auto (negli ultimi giorni Audi ha presentato la Q5 con fari posteriori a schermi OLED dalle grafiche configurabili). Sarà la chiave “dell'effetto wow” avvicinarsi alla propria moto con le chiavi in tasca e vederla accendere i fari con l'illuminazione progressiva dei led a creare una sorta di disegno luminoso

I Radar: come si integreranno nell'estetica?

Questa, a parer nostro, sarà la vera sfida stilistica dei prossimi anni. I radar dei controlli elettronici alla guida sono una realtà delle quattro ruote dell'ultimo lustro e ora si affacciano al mondo moto con intenti rivoluzionari ma idee ancora confuse. 

Proprio come i primi anni di applicazione sulle auto, i radar hanno il problema di essere semplici quadrati in plastica che fanno a cazzotti con qualsiasi tipo di design moderno. Sulle quattro ruote, dopo i primi e orrendi tentativi di integrazione su griglie e paraurti, si è arrivati ad un furbo mimetismo su parti basse e scure del frontale - dove l'occhio non cade di frequente - mentre nelle moto il compito si annuncia più arduo, avendo meno superficie di carrozzeria su cui poter lavorare.

Ducati è stata la prima, con la Multistrada V4 di recente presentazione, a sperimentare la nuova tecnologia con una integrazione nel frontale abbastanza soddisfacente, ma che fa pensare sempre a quanto sarebbe stata più bella senza il padellino quadrato in mezzo ai fari e, dietro, sopra la targa. Avanti il prossimo, e vediamo come verrà affrontata questa sfida nel tempo.

Spariranno i retrovisori (forse)

Non ci metteremmo la mano sul fuoco per questo punto, ma è probabile che ci saranno esperimenti con telecamere al posto dei retrovisori anche sulle due ruote. I pro sono senza dubbio legati alla possibilità di avere una vista più ampia e regolare di quello che accade alle nostre spalle, senza affidarsi a specchi dalla forma irregolare e che riflettono in parte le nostre spalle togliendo visuale utile nei punti ciechi.

I contro sono invece legati a come questi schermi verranno adattati al ponte di comando del pilota. Saranno integrati nella strumentazione (con l'obbligo di abbassare lo sguardo) o andranno a sostituire i retrovisori nella loro stessa posizione? Con quali risultati estetici? Ci saranno implementazioni di Head Up Display all'interno del casco? Abbiamo le idee confuse, ma non passerà molto tempo prima di avere risposte concrete.

Le moto saranno sempre più Green, anche fuori

Siamo in piena rivoluzione ambientalista e la sostenibilità passa anche da nuovi metodi produttivi, elementi realizzati da fibre naturali e nuovi processi industriali con materiali riciclati e da fonti rinnovabili. 

Preparatevi a sentire parlare sempre più spesso di bioplastiche, fibre di cotone, bamboo, cellulose, biocompositi e legni di vario tipo anche nella produzione motociclistica. Questo porterà anche a nuove texture e colori di sovrastrutture e carene che diano la percezione di un design più organico e in linea con l'evoluzione verso un futuro più pulito, non solo per le moto elettriche.

Linee più pulite e meno “pasticciate”?

Parlando in termini di design puro e di come sarà l'estetica nel suo insieme, stiamo osservando da qualche anno come tanti vanno a ricercare nelle forme delle moto vintage quella pulizia di linee e semplicità della forma che negli ultimi anni si è andata a perdere. Linee da robot, alettine e alettoni, sguardi corrucciati e codini sparati in alto saranno ancora peculiarità di molti modelli, soprattutto quelli più sportivi, ma vedremo diffondersi da un altro lato linee semplici e marcate sull'onda di concetti come minimalismo e “less is more” che in questo periodo stanno cambiando le abitudini di vita di molti e anche il design del mondo automotive, vedi ad esempio gli interni Tesla o le linee semplici ma moderne di auto come la Honda E.

Chi farà il prossimo passo in questa direzione? Di sicuro avremo qualche risposta a riguardo durante i prossimi anni…

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