Situazione difficile, quella che stanno vivendo le autoscuole in questi giorni. Nelle zone rosse, allo stesso modo di quello che era successo nel lockdown di primavera, sono stati sospesi gli esami pratici per conseguire la patente fino al 21 novembre. Il decreto, firmato dalla ministra Paola De Micheli, presenta non pochi angoli bui per l’Unione Nazionale Autoscuole e Studi di Consulenza Automobilistica (UNASCA).

Con un comunicato, Unasca ha sottolineato l’iniquità del provvedimento, che prevede la riduzione delle attività al 50% per le autoscuole e lo stop per le verifiche.

NO ESAMI E NO RISTORI

Con tale provvedimento le autoscuole ridurranno l’attività del 50%, ma non potranno accedere ad alcun contributo perché risultano aperte, quindi escluse dal dl Ristoro. Una situazione assurda e troppo penalizzante per un settore che ha già pagato molto e che vive quotidianamente anche i ritardi delle Motorizzazioni”, recita il comunicato. Unasca critica oltretutto il fatto che il provvedimento non abbia risparmiato gli esami per le patenti A, C e D, che di fatto non hanno il problema del distanziamento fisico tra esaminatore e candidato – trattandosi di moto e autobus – ma che sono stati accomunati ai canonici esami automobilistici. “Dopo numerose interlocuzioni non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione dal Ministero e abbiamo appreso la notizia del decreto dal sito del MIT”, continua Unasca, che chiede per conto di tutti gli operatori del settore che, quantomeno, le autoscuole e le scuole nautiche nelle zone rosse siano incluse tra le attività che beneficeranno dei ristori.

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