Vedremo la nuova Honda CBR600RR anche in Europa? Il dubbio di vedere esposto nella concessionarie nostrane il modello 2020 della media sportiva di Tokyo sono, ad oggi, parecchi. Con buona pace degli incalliti appassionati che vedono le 600 sportive più abbordabili rispetto alle odierne maxi.

PARTITA PERSA?

E' vero, Honda ha aggiornato (ma non troppo a ben guardare) dopo un paio di anni dalla uscita dal mercato la CBR600RR, ormai obsoleta nei confronti delle emissioni e rimasta ferma alla Euro3. Per il modello 2021 le riviste cartatteristiche la rendono omologabile, in Europa, Euro4. Un fattore che di fatto la escluderebbe dalla partita sulle strade (non sulle piste) del Vecchio Continente. 

L'aggiornamento la rende però spendibile sui mercati asiatici, oltre che perfettamente in regola con la fiche di omologazione per il Mondiale SS600, dove da tempo i team, oggi impegnati con la media giapponese, reclamano a garan voce una versione più moderna e che possa reggere il passo delle Yamaha R6 in pista.

C'è anche da aggiungere che, badando sostanzialmente ai numeri di mercato, in Honda - ovvio esserne certi - avranno fatto bene i loro calcoli. Nemmeno troppo complicati ad onor del vero: in Europa le 600SS non hanno più un mercato degno di tale nome, e basta scorrere la "top 100" delle classifiche delle moto più vendute per capirlo. Quindi: perchè investire in un nuovo modello con quel che costa rientrare nelle norme Euro5? Il gioco - ahinoi - non vale la candela.

KAWASAKI E YAMAHA? Hanno giocato di anticipo

E' vero, anche per le maxi sportive si potrebbe fare lo stesso ragionamento, ma solo in parte. Le maxi non fanno numeri da capogiro, ma pur sempre più delle dimenticate 600, inoltre rendono in termini di immagine tecnologica, e la SBK (a differenza della SS600) ha ancora un certo richiamo. In quel segmento ci si può ancora levare lo "sfizio". Ma con le medie, come la mettiamo?
Kawasaki e Yamaha hanno aggiornato le loro YZF-R6 e ZX-6R, ma almeno un paio di stagioni fa, quando l'Euro 4 era ancora nel suo pieno. Ora, con la norma che dovrebbe (condizionale è d'obbligo, con le Case che spingono per una proroga di un anno) morire a fine 2020, avrebbe senso importare la CBR600RR in Europa?
I dubbi ci sono, certezze al momento poche, ma il 21 agosto, con la presentazione ufficiale, ne sapremo certamente di più. Voi che ne dite? Fatecelo sapere nei commenti sulla nostra pagina Facebook.

Ha fatto bene Honda ad aggiornare la CBR600RR?