In India è "boom" elettrico: si vendono oltre 100.000 scooter al mese

Mentre l'elettrico in occidente rallenta, gli indiani non smettono di comprarlo raggiungendo una cifra record di immatricolazioni
In India è "boom" elettrico: si vendono oltre 100.000 scooter al mese

Michele LallaiMichele Lallai

Pubblicato il 23 febbraio 2026, 15:54

Nel 2025 il mercato indiano della mobilità urbana elettrica ha messo le ali, superando le 100.000 vendite al mese di scooter a batteria, un punto di svolta nella diffusione di questa tecnologia in uno dei più grandi mercati mondiali. I dati preliminari indicano che le vendite retail complessive per l’intero anno hanno superato gli 1,27 milioni di veicoli elettrici, tra scooter e motociclette, con una domanda sostenuta che non sembra più dipendere esclusivamente da incentivi temporanei.

Numeri incredibili in India

Il fenomeno riflette un’evoluzione oltre la fase iniziale di curiosità verso i modelli elettrici: i consumatori indiani, pur restando attenti al prezzo e alla praticità, stanno premiando tanto i marchi emergenti quanto i produttori tradizionali, soprattutto quando questi ultimi offrono un’estesa rete di assistenza e una percezione di maggiore affidabilità. 

Il superamento della soglia media mensile di 100.000 scooter elettrici rappresenta quindi il primo grosso traguardo della mobilità elettrica nel mondo, dato che in Occidente è in netta controtendenza e in Asia orientale, fra Cina e Giappone, c'è una crescita consistente ma non è il "boom" che si è visto in India, unico paese che continua ad avere una domanda stabile e un’offerta industriale in grado di reggere l’espansione senza ricorrere esclusivamente a sussidi governativi. 

Perchè lì l'elettrico funziona?

La crescita degli scooter elettrici in India è il risultato di una convergenza di fattori economici, politici e sociali. L’aumento costante dei prezzi di benzina e diesel ha reso sempre meno sostenibile il costo quotidiano del trasporto privato, spingendo una parte significativa dei pendolari verso soluzioni elettriche più economiche sia in termini di rifornimento che di manutenzione.

A sostenere questa transizione è intervenuto il governo indiano con programmi mirati come il FAME II (Faster Adoption and Manufacturing of Electric Vehicles), che prevede incentivi diretti all’acquisto e agevolazioni fiscali per favorire la diffusione dei veicoli a batteria. Infine, l’espansione progressiva delle infrastrutture di ricarica e delle reti di battery swapping ha contribuito a ridurre l’ansia da autonomia, elemento che fino a pochi anni fa rappresentava uno dei principali ostacoli alla diffusione di massa.

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