Desmoquattro: 40 anni fa il progetto che rilanciò Ducati

Pubblicato il 11 marzo 2026, 09:36 (Aggiornato il 13 mar 2026 alle 09:34)
Come si fa a stabilire la data di nascita di un motore e quale è il momento che la definisce? Il completamento dei disegni tecnici oppure la prima accensione al banco? La prima volta che viene montato su un prototipo dentro le mura dell'azienda o quando arriva per la prima volta in concessionaria. Siccome non abbiamo una risposta, lasciamo parlare le date. Quindi torniamo indietro a 40 anni fa, quando proprio in questo periodo venivano completati i disegni del Desmoquattro, ovvero il motore che ha cambiato la storia della Ducati.
LA CAGIVA DI CASTIGLIONI
Nel 1985 i fratelli Castiglioni comprarono la Ducati dall'EFIM, un ente statale che gestiva molte aziende, tea cui la VM Motori a cui Ducati apparteneva. In quegli anni l'azienda di Borgo Panigale non godeva di buona salute: vendeva poche migliaia di moto all'anno e produceva più che altro motori Diesel. Castiglioni intendeva rilanciarla, partendo da un nuovo motore, che avrebbe dovuto ridarle il lustro che meritava. Così si misero all'opera due squadre diverse, una guidata dallo storico direttore tecnico, Franco Taglioni, e l'altra da un giovane ingegnere, tale Massimo Bordi.

BORDI E LA COSWORTH
Taglioni stava già lavorando da tempo sul Bipantah, un V4 da un litro raffreddato ad aria con due valvole per cilindro, mentre Bordi decise di concentrarsi sul bicilindrico della Pantah, ma disegnando delle inedite teste a quattro valvole e utilizzando il raffreddamento a liquido. Castiglioni diede fiducia a Bordi che si rivolse alla Cosworth; gli inglesi non volevano usare la distribuzione desmodromica e quindi a Borgo Panigale decisero di fare da soli. Il problema era trovare un disegno della testa che facesse convivere le quattro valvole con il desmo e la candela centrale, ma che permettesse anche di disegnare dei condotti dritti.

LA TESTA DI MENGOLI
La parte più difficile era tenere i bilancieri al centro della testa e la soluzione arrivò durante le vacanze pasquali, mentre Bordi era a casa: i perni dei bilancieri di apertura dovevano essere ciechi, mentre quelli di bilancieri di chiusura dovevano essere passanti. Lo schema definitivo fu disegnato da Gianluigi Mengoli, che provò varie configurazioni e trovò quella definitiva proprio nel marzo 1986 per poi consegnare il disegno della testa al modellista il 30 di aprile del 1986. Mengoli aveva disegnato un'unica testa, che andava bene sia per il cilindro anteriore che per quello posteriore, perché si poteva girare con l'aspirazione in entrambi i sensi.

L'INIEZIONE DELLA FERRARI F40
La forma della testata, inoltre, obbligava a usare l'iniezione, perché nessun carburatore avrebbe funzionato con i condotti verticali. La soluzione arrivò dalla Weber-Marelli che fornì gli stessi corpi farfallati della Ferrari F40. Il passaggio successivo sarebbe stato correre al Bol D'or nel settembre del 1986. Ma questo ve lo racconteremo più avanti. Intanto potete leggere la nostra intervista a Massimo Bordi, dove racconta cose molto interessanti sulla nascita del Desmoquattro.
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