Kawasaki GPZ900R, con il restomod diventa più cattiva (e più bella?) che mai

Un gruppo di amici appassionati ha smontato e rimontato la prima Ninja, ricostruendo il motore e sostituendo una serie di componenti fondamentali
Kawasaki GPZ900R, con il restomod diventa più cattiva (e più bella?) che mai

Alessandro VaiAlessandro Vai

Pubblicato il 20 maggio 2026, 18:48

La Kawasaki GPZ900R non ha bisogno di presentazioni. Quando è arrivata sul mercato, nel 1984, ha creato un prima e un dopo rispetto al livello tecnico delle moto sportive. È stata la prima Kawasaki ad avere il nome Ninja e anche la prima moto di serie in assoluto a montare un 4 cilindri in linea 16 valvole raffreddato a liquido, che con i suoi 115 CV a 8.500 giri le faceva superare i 240 km/h, una velocità mai raggiunta prima da una stradale. A tutto questo si accompagnava un ottima dinamica di guida, frenata inclusa.

IL RUOLO IN TOP GUN

Inoltre, la fama della Kawasaki è stata moltiplicata dalla sua apparizione in Top Gun, uno dei film più iconici degli anni Ottanta. Tom Cruise, nei panni del Capitano Pete Mitchell, la guida in diverse scene, anche se la GPZ900R è priva dei loghi Kawasaki, poiché la Casa giapponese non aveva dato il suo supporto e quindi la produzione era stata costretta a comprare la moto. Un fatto certamente molto curioso che fa il paio con l'incapacità di Tom Cruise di guidare la moto.

 

 

DALLA CROAZIA CON AMORE

All'inizio delle riprese di Top Gun, l'attore americano ammise candidamente di non sapere andare in moto. Tuttavia non si diede per vinto e prese diverse lezioni nel parcheggio di un concessionario Kawasaki di San Diego. Tornando alla GPZ900R, è successo che qualche tempo fa un certo Marko Emer, insieme ai suoi amici della DC Custom Motorbikes di Zagabria (Croazia) ha deciso di modificare e aggiornare un esemplare d'epoca, migliorandone le prestazioni. Così è nato questo restomod, che peraltro è un tributo alla GPZ900R di Maverick.

LA SCHEDA TECNICA

La base è una GPZ900R del 1984, che è stata smontata completamente e poi modificata in tutte le parti fondamentali, a partire dal propulsore che è stato ricostruito a mano con pistoni forgiati Wössner, un albero motore da competizione e alberi a camme Yoshimura ST1-M. L'alimentazione è garantita dai carburatori Mikuni TMR e il sistema di scarico completo in titanio è firmato Nitro Racing. Per quanto riguarda la ciclistica, invece, troviamo una forcella Öhlins FGRT 201, montata su piastre di sterzo K-Factory ricavate dal pieno, pinze freno Brembo GP4RX con dischi da 320 mm e cerchi ruota forgiati Titax.

 

 

 

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading

Honda CBR 1100 XX Super Black Bird, 30 anni a 300 km/h

La sport-tourer Honda, arrivata sul mercato nel 1996, è stata la prima moto di serie a raggiungere i 300 km/h, stimolando la competizione con le concorrenti

Multistrada 1000 DS, (quasi) un quarto di secolo per la moto che inventò una nuova Ducati

Sono passati quasi 25 anni dal debutto della prima multimoto, quella che ha portato la Casa bolognese in un nuovo territorio