La Ducati Desmosedici RR compie 20 anni ed è sempre più bella

Alessandro Vai
Pubblicato il 5 maggio 2026, 15:56
SCHEDA TECNICA AL TOP
Questo motore V4 è in grado di erogare una potenza di ben 200 CV a un regime di 13.800 giri/min con una coppia massima di 116 Nm a 10.500 giri/min, grazie anche a soluzioni come valvole e bielle in titanio, basamento e teste in lega d'alluminio fusi in terra, coperchi motore in magnesio fusi in terra. Il telaio è a traliccio in tubi di acciaio con il propulsore che ha funzione portante, per un peso a secco di 171 Kg, a cui contribuiscono i cerchi Marchesini in magnesio forgiato, a 7 razze, che calzano pneumatici Bridgestone appositamente creati. Per quanto riguarda la ciclistica, la forcella a Öhlins pressurizzata a steli rovesciati da 43 mm di diametro trattati al nitruro di titanio (TiN) ecompletamente regolabile, è accompagnata da un monoammortizzatore Ohlins completamente regolabile. L'impianto frenante è Brembo, e vanta una coppia di dischi da 330 mm all'anteriore, lavorati da pinze radiali monoblocco a 4 pistoncini (azionate da una pompa radiale); al posteriore c'è un singolo disco da 240 mm servito da una pinza a due pistoncini contrapposti.

LA NOSTRA PROVA DEL 2007 AL MUGELLO
"Non ce la fai a guidare piano. Anche se l’erogazione della potenza è fluida, corposa già a 3-4.000 giri, lo porti immediatamente a 9-10.000, non tanto per accontentare il motore e gratificare i tuoi sensi con la rumorosità di scarico, quanto perché è la ciclistica a richiederlo. La Desmosedici non ama andare piano. Può farlo, per carità, ma non è il suo pane. Finché non forzi il ritmo, finché non fai cantare il motore oltre i 10.000 giri, finché non forzi gli inserimenti, non si rivela per quel purosangue che è. Non ha controlli elettronici la Desmosedici, eppure offre una messa a punto dell’erogazione così gustosa che ti senti comunque in pugno tutti i cavalli".
"Così arrivi presto alla soddisfazione di tenere spalancato il gas non appena le ruote cominciano a raddrizzarsi in uscita. Fuori dalle esse e dai curvoni del Mugello ci ha regalato fiondate gustose e dolcissime, con il posteriore che non si accucciava mai troppo sull’ammortizzatore e l’anteriore che non galleggiava mai tanto da rendere imprecisa la guida, anche quando, una marcia dopo l’altra in sequenze così rapide che solo le accelerazioni dei motori da corsa sanno garantire, ci siamo presi la confidenza di far cantare il quattro cilindri intorno ai 14.000 giri (il limitatore è a 14.200). Esci dalla Bucine in terza e prima del traguardo sei già in sesta a 290 indicati, per arrivare a quasi 300 effettivi prima della staccata con ancora un 7-800 giri utili da usare...".

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