Gli ATC a tre ruote: da moto da spiaggia a macchine letali
Tragli anni '70 e '80 negli Stati Uniti è scoppiata la moda delle moto pensate per andare sulla sabbia e su qualsiasi altro terreno. Peccato che, oltre ad essere divertenti, erano anche tremendamente pericolose

Michele Lallai
Pubblicato il 14 agosto 2023, 14:48 (Aggiornato il 17 ago 2023 alle 11:18)
La diffusione e la moda grazie a Honda

Da qui nacque l'interesse di Honda che introdusse il suo primo ATC nel 1970, l'US90 (senza ammortizzatori), diventato in breve famoso grazie alle comparsate al cinema con James Bond e in TV con Magnum P.I. Nel 1973, Honda registrò dunque il marchio "All Terrain Cycle" (ATC), applicandolo a tutti i tre ruote da spiaggia realizzati da quel momento in poi.
La Casa giapponese sviluppò negli anni '80 una sorta di monopolio sul mercato, grazie a brevetti efficaci sul design e sulla posizione del motore. Entro il 1980, altre aziende pagavano royalty brevettuali a Honda per entrare nel settore degli ATC con i propri modelli. Yamaha realizzò lo YZ125 Tri-Moto, Kawasaki fece altrettanto l'anno successivo con il KLT200, mentre Suzuki produsse il suo primo modello, l'ALT125, nel 1982.
Man mano che la popolarità degli ATC aumentava, si sviluppavano anche soluzioni tecniche innovative e prestazioni più elevate. La capacità di andare dove la maggior parte degli altri veicoli non potevano presto li rese popolari tra i cacciatori statunitensi e canadesi, ma anche fra i bagnini delle spiagge di California e Florida. Comparvero anche competizioni off-road dedicate ai tre ruote e versioni stradali sportive come l'ATC250R.

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