TOP 5, Meraviglie a due tempi: le GP replica 250 degli anni '90
C'è stato un decennio, a cavallo fra anni '80 e '90, in cui le 2 tempi avevano raggiunto il massimo della loro performance. Le supersportive 250 si sono spinte oltre ogni immaginazione, ecco le rappresentanti più importanti degli anni d'oro
Michele Lallai
Pubblicato il 11 gennaio 2022, 12:23
Ci sono moto che hanno lasciato il segno, e altre che hanno scavato un solco nella memoria degli appassionati. Fra queste ultime ci sono le supersportive 2 tempi, meraviglie tecnologiche che fra gli anni '80 e '90 hanno portato lo sviluppo dei motori a miscela fino all'estremo, soprattutto nella cilindrata 250, che ha rappresentato l'ultimo baluardo di una filosofia meccanica ormai dimenticata fra le moto stradali. Queste chicche tecnologiche hanno avuto il massimo successo e splendore in Giappone, dove le duemmezzo spopolavano (anche grazie alle leggi sulle patenti, che favorivano le piccole cilindrate), mentre in Europa non hanno mai scalato le classifiche di vendita, benchè tutti ne riconoscessero la meraviglia tecnologica e prestazionale
Aprilia RS 250
Noi, in Italia, avevamo lei. La RS si può considerare l'unica rappresentante europea di una categoria con gli occhi a mandorla, e un orgoglio nazionale che ancora oggi ci fa gonfiare il petto. La 250 è nata per far sognare gli appassionati di Motomondiale, dove Aprilia dominava, ed è stata prodotta in versione stradale dal 1995 (con la mitica versione Chesterfield replica Max Biaggi) al 2002, con la versione finale tutta curve e aerodinamica. Al contrario delle moto da gara, però, il motore non era fatto a Noale, bensì in Suzuki, perchè è la stessa unità che equipaggiava la RGV Gamma, sua rivale più agguerrita.
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