Due lettere che possono ricordare molte cose: CX, nel linguaggio tecnico dell'automotive, è l'acronimo di riferimento quando si calcola il coefficiente di penetrazione aerodinamica, e Gilera nel 1991 ha fatto debuttare una moto con questo nome, la CX 125, che con il suo stile unico e un'aerodinamica curatissima portava con orgoglio queste due lettere nei listini del doppio anello. 

Un gioiello unico nel suo genere

Di questa moto possiamo pensare qualsiasi cosa, e c'è anche chi non sopporta quelle linee così stravaganti, ma per fortuna tutti concordano quando si riconosce l'importanza tecnica e storica di una moto che è nata per stupire più che per vendere o dominare nelle competizioni. La CX 125 in realtà le competizioni non le ha mai viste, è nata come moto carenata dall'animo sportivo ma dall'indole stradale, quasi una Sport Touring da ottavo di litro. La parte "racing" del listino Gilera era riservata alla SP-02, moto da cui questa riprende telaio e meccanica, ma accoppiandola a sospensioni che dire futuristiche è poco, con il monobraccio sia al posteriore che all'anteriore e ruote degne di un film di fantascienza.

La carenatura integrale era qualcosa di mai visto prima: un monoscocca che corre lungo tutta la fiancata fino all'estremità del codino, con un cupolino ampio che collega il plexiglass alla ruota anteriore senza soluzione di continuità. Solo la parte inferiore si separa per poter consentire il lavoro sul motore senza dover spogliare completamente la moto, ma rimane il classico stile delle moto "sigillate" che in quegli anni facevano impazzire tutti. E' un pezzo di design degno di un museo di arte moderna e probabilmente la massima espressione del concetto di carena integrale. Non si 'e mai vista una moto più "vestita" di questa senza sembrare un accrocchio mostruoso. E noi, in quegli anni, l'abbiamo pure provata.