C'erano una volta dei ciclomotori affettuosamente chiamati "tuboni", perchè avevano il trave centrale del telaio di forma tubolare e di grosse dimensioni per accogliere all'interno il serbatoio della benzina. Questo fenomeno è iniziato già negli anni '70 ma è il decennio sucessivo ad aver decretato il fenomeno: era il mezzo di trasporto preferito dai giovani e tutte le case costruttrici Italiane (che al tempo erano molte) avevano in listino un tubone, portando l'asticella della competizione sul mercato a livelli sempre più alti fino all'avvento del re assoluto della categoria, il Malaguti Fifty.

Cosa erano i tuboni?

Prima di tutto, perchè proprio i tuboni sono stati scelti come moda del momento? Difficile dirlo con precisione, i fattori sono tanti e le concidenze pure, ma il successo di questa tipologia di mezzi è molto legato alla città di Milano e alla necessità dei ragazzini di trovare un mezzo rapido per gli spostamenti tra le strade di città, ma anche abbastanza piccolo da essere parcheggiato nei cortili interni e nei sottoscala dei condomini. Per i genitori, invece, l'economicità di acquisto e utilizzo era fondamentale, e tutti questi ciclomotori avevano prezzi di listino decisamente bassi. 

Per rientrare nella categoria bisognava avere poche ma rigorose caratteristiche: il trave del telaio come serbatoio, il motore a 2 tempi montato centralmente e il cambio a pedale come sulle moto vere: Rizzato Califfone, Peripoli Oxford e Testi Cricket e Garelli Ciclone sono stati fra i più degni rappresentanti, ma lo scettro di imperatore spetta solo e unicamente al Malaguti Fifty, che ha creato attorno a sè un culto impareggiabile nonostante sia esploso piuttosto tardi sul mercato e non fosse così tanto diverso o particolarmente bello rispetto alla concorrenza. Perchè tutti si sono innamorati di lui?

Perchè proprio il Fifty?

Fondamentalmente tutti hanno amato il Fifty per una caratteristica precisa: andava come un missile. Di base il motore era limitato nella potenza e nella velocità massima (per la legge sui ciclomotori che vale ancora oggi), ma bastavano poche ed economiche modifiche per sbloccare la rabbia del piccolo 2 tempi, rendendolo un mezzo tanto divertente quanto pericoloso. La prima versione del Fifty non era così tanto diversa dai concorrenti, con linee piuttosto anonime benchè equilibrate, ma nei primi anni '80 arrivò un design più squadrato e qualche centimetro in più di carena che lo facevano risaltare come il più sportivo fra tutti i tuboni, grazie anche a colorazioni azzeccate e sgargianti e a versioni sempre nuove e particolari (addirittura ne venne fatta una con sospensioni monobraccio davanti e dietro).

In Malaguti avevano capito che era questa la strada da seguire, ovvero puntare sulla sportività e sulla sfacciataggine di un design arrogante per conquistare sempre più giovani. Così l'evoluzione fu rapida e sempre più verso un'immagine motociclistica, fino ad arrivare al Fifty Top che a inizio anni '90 era ormai una piccola moto con piccolo cupolino modernissimo, carena inferiore aerodinamica, strumentazione completa e parte posteriore carenata con un faro molto particolare che diventò simbolo anche del successivo F12 Phantom, ma questa è un'altra storia.

I paninari ne hanno decretato il vero successo

Oltre alla sportività e alle doti prestazionali, il Fifty deve tutto anche al contesto in cui ha potuto proliferare. Abbiamo già citato Milano come base del culto e questo è dovuto al fenomeno dei "Paninari", sottocultura giovanile tutta meneghina che si basava su stile e apparenza più che sulla sostanza di battaglie politiche e sociali tipiche dei due decenni precedenti. Per i paninari avere il jeans di marca o la giacca di quello specifico brand era tutto, per questo anche il Fifty diventò uno status symbol perchè elevato dagli adolescenti a sacro graal del segmento dei tuboni. A macchia di leopardo la moda uscì da milano contagiando principalmente le altre grandi città italiane e pure i paesi di montagna, dove avere prestazioni per affrontare i tornanti e le salite era fondamentale.

Ovviamente, come tutte le cose, i paninari si sono confermati una travolgente moda passeggera e con loro anche il Fifty è stato dimenticato in favore dei più comodi e pratici scooter da città. Sta di fatto che i figli di quella cultura nati negli anni '70 stanno riportando in auge questo Malaguti, che ora è diventato un mezzo ambito e raro sul mercato, ricercatissimo da quei 40/50enni che a distanza di molti anni vogliono riassaporare il profumo della miscela combusta sparata fuori dalla marmitta Proma, o stringere di nuovo fra le mani il manubrio modificato, stretto e molto chiuso, che faceva impazzire tutti i ragazzini. 

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