Hesketh V1000: la Rolls Royce a due ruote

Hesketh V1000: la Rolls Royce a due ruote

Tra gli anni '70 e '80 un distinto Lord inglese con il debole dei motori creò la moto più lussuosa di sempre. Non fu un successo, ma la V1000 rimane ancora oggi un esempio di motociclismo unico nel suo genere

Siamo negli anni '70 e Lord Alexander Hesketh è un giovane nobiluomo inglese che ha ereditato una fortuna dopo la prematura scomparsa del padre e ha una viscerale passione per i motori. Una vita sopra le righe fatta di lusso, champagne belle donne e auto potentissime, ma anche un grande sogno: costruire la più lussuosa delle motociclette, paragonabile alla Rolls Royce delle due ruote. Ci è riuscito? più o meno...

Hesketh V1000 FOTO

Hesketh V1000 FOTO

Nel 1980 fece il debutto questa lussuosissima moto artigianale inglese, voluta da Lord Alexander Hesketh con lo scopo di creare la Rolls Royce delle due ruote. Il progetto fu un grande fallimento, ma ci rimane la memoria di una storia fantastica di passione e tantissimi soldi

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Dalla Formula 1 alle moto

Lord Hesketh si fece notare fin da subito investendo ingenti capitali nella nascita di un team di Formula 1. Aveva messo gli occhi su un giovane talento inglese, James Hunt, e mise in piedi un'auto e un team (Hesketh Racing) per portarlo fino alla top class e farlo vincere. Il Lord ci vide lungo, quel tipo era veramente un talento naturale, e così si tolse anche la soddisfazione di una vittoria e diversi podi, prima che Hunt fece il salto in una delle principali squadre del mondiale. 

La Hesketh Racing si fece notare non solo per i risultati di Hunt, ma anche per il lusso sfacciato che venne portato nel paddock della Formula 1 con Rolls Royce, elicotteri, eventi esclusivi ed ettolitri di champagne. L'alta aristocrazia britannica e internazionale aveva sempre un posto dentro il box della Hesketh, un mondo lontano anni luce dal freddo e professionale automobilismo contemporaneo.

L'idea della V1000

Terminata con pochi risultati l'avventura in F1, Lord Hesketh volle proseguire questo percorso nei motori "di un certo livello" e dal 1976 si dedicò al progetto della V1000, quella che sarebbe dovuta diventare la moto più lussuosa ed esclusiva del mercato. L'idea era semplice ma d'impatto: prendere la migliore componentistica del mercato e costruire una moto di livello superiore, con un motore che riprendesse le linee e il blasone delle vecchie Vincent, moto di lusso per eccellenza della prima metà del 900.

Disegnata da John Mockett, già papà della Triumph Rocket III, aveva uno stile sportivo ma sobrio, massiccio e di classe. Nel 1980 vennero consegnati i primi esemplari costruiti in modo artigianale e quasi interamente a mano a Daventry, in una fabbrica costruita per lo scopo e costata un patriomonio (tutto doveva essere super lussuoso per il Lord). L'estetica convinse molto più della meccanica, che aveva enormi lacune per il continuo trafilaggio di olio dal cambio e un'affidabilità generale davvero pessima.

Il cambio fu progettato male nei passaggi dell'olio e questo ha causato il richiamo di tutte le moto vendute (circa un centinaio) per risolvere il problema. Questo causò un tale esborso di denaro che mise da subito in crisi l'azienda, una macchina mangiasoldi dagli enormi costi di gestione, che si dovette inginocchiare anche alla crisi petrolifera che mise in ginocchio molti paesi alla fine degli anni '70.

Non è andata come si sperava

Nel frattempo la stampa di settore bocciò in modo categorico questa moto, definita troppo pesante e dinamicamente un po' impacciata, con prestazioni al di sotto delle aspettative (ci si aspettava più brio dai suoi 86 CV e dalla ciclistica al top) e continue perdite di olio. Per tutte queste ragioni la storia della V1000 terminò dopo appena un anno e poco più di 100 esemplari venduti, con un Lord Hesketh ferito non solo nel conto in banca ma anche nell'orgoglio.

Lo scopo di costruire la Rolls Royce a due ruote era fallito nel giro di un paio di stagioni e nemmeno vendere il marchio a terzi per continuare la produzione funzionò. Vennero prodotte una cinquantina di moto fra V1000 e Vulcan (versione carenata Gran Turismo) sotto la gestione di Mick Broom, ma subito dopo si chiusero i battenti.

Pochi anni fa il nuovo proprietario del marchio decise di investire nella rinascita, creando in modo artigianale una nuova Hesketh con motore bicilindrico S&S e stile cafè racer. Vengono ancora prodotte a mano su richiesta, per un prezzo di poco inferiore ai 50.000 euro e un blasone che non è nemmeno vicino a quello del sogno anni '80 di Lord Alexander Hesketh.

Arriva la Hesketh 24

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