POI SI NOTAVA che di serie c’erano anche le frecce, il dispositivo di spegnimento rapido e la vaschetta per il fluido dei freni che segnalava la presenza di un freno a disco all’anteriore ma, soprattutto, c’era il pulsante dell’avviamento elettrico, una vera chicca che certamente gli italiani non erano abituati a vedere su una moto di 350 cm³.

IN PIÙ VANTAVA UNA LINEA ARMONIOSA E COMPATTA, una comoda sella, prestazioni degne di nota e un motore robusto - ultramoderno per i parametri dell’epoca – e anche parco nei consumi. Una moto 350 con tutto questo era inimmaginabile finché Honda non l’ha costruita. Il marchio, poi, era già sinonimo di prestigio, di dettagli curatissimi e di massima affidabilità.

AGGIUNGETECI IL CARISMA di un motore a quattro cilindri, con quattro carburatori e quattro scarichi e un’impostazione simile a quella delle sorelle maggiori e diventa lampante quanti consensi potesse raccogliere una moto così in quello che allora rappresentava il segmento delle medie cilindrate.

Rimase in produzione fino al ‘74, poi venne sostituita dalla 400 SS.