Se con la 750 Four Honda aveva rivoluzionato il concetto delle maxi moto, con la sorellina di 350 cm³ fece qualcosa di molto simile per il pubblico diciottenne, che all’epoca sottostava a questo limite di cilindrata.

LA SUA UNICITÀ derivava dal fatto che nessuna moto di serie al mondo di 350 cm³ avesse mai montato un motore a quattro cilindri. Un gioiellino raffreddato ad aria con distribuzione monoalbero in testa e la larghezza dei carter contenuta in soli 44 centimetri.

APPENA SI SALIVA IN SELLA si notava con quanta facilità entrambi i piedi poggiassero bene a terra, poi gli occhi venivano catturati dal ponte di comando, dove un tachimetro con scala a 180 e un contagiri con la zona rossa a partire da 10.000 giri – entrambi in posizione inclinata per una maggiore visibilità – diventavano i protagonisti della scena. A esaltare ulteriormente la plancia di controllo c’era un vero e proprio piccolo cruscotto (una cosa praticamente sconosciuta sui prodotti della concorrenza) che racchiudeva le quattro spie di servizio.