Quando sei una leggenda della Superbike, dove hai corso per quasi 20 anni vincendo due titoli mondiali, l’amore per la velocità non ti abbandona mai, anche in sella a una moto d’epoca. Così, anche se stai guidando una rarissima BMW R5 SS del 1936 a Goodwood, non ti poni particolari problemi e la sfrutti fino al suo estremo limite meccanico. Poche persone al mondo possono permettersi un lusso del genere (con tutto ciò che ne consegue) e tra queste c’è Troy Corser. Il centauro australiano ha recentemente partecipato al Goodwood Revival, una manifestazione a cui qualunque appassionato di motori dovrebbe prendere parte almeno una volta nella vita. Nel cuore del West Sussex, infatti, all’interno della tenuta di Lord March c’è un circuito a 3,8 km inaugurato nel 1948 e riaperto del 1998 proprio per questa manifestazione.

Meno famoso del Festival of Speed, il Revival è – se possibile – ancora più spettacolare, perché le moto (ma anche le auto) corrono insieme in circuito, battagliando anche duramente, e non si limitano ai passaggi cronometrati della cronoscalata. Tornando a Troy Corser e alle povere BMW capitate sotto le sue grinfie…bisogna dire che il pilota australiano ne ha “battezzate” ben due. La prima in prova, dando talmente tanto gas da rischiare di sparare fuori i pistoni dai cilindri; la seconda in gara nel “Barry Sheene Memorial Trophy, perdendo il controllo e facendola scivolare a terra sull’asfalto bagnato, dopo aver pizzicato la linea bianca verniciata e il cordolo con la ruota posteriore. La boxer bavarese, in realtà, non ha riportato tantissimi danni ma non vorremmo essere nei panni del proprietario (e delle sue coronarie) che ha assistito a questa scena.