Envy, l’Indian Scout Bobber da “fare invidia” di Built Customs

Envy, l’Indian Scout Bobber da “fare invidia” di Built Customs© builtcustoms.co.uk

Il debutto del freschissimo customizer inglese, con a capo i giovani Max Ridd e Callum Aaron Traves-Barnett, è una special muscolosa che mette in mostra l’estro creativo del team

Redazione - @InMoto_it

Appena “nato” e già fa parlare di sé. Il customizer inglese Built Customs, alter ego di Max Ridd e Callum Aaron Traves-Barnett, ha appena fatto il suo debutto sulla scena delle moto personalizzate con “Envy”, special sulla base di una Indian Scout Bobber Twenty (nuova).

La ciclistica

Partiamo subito con la parte ciclistica, la Envy mantiene il V-Twin da 1.133 cc, il telaio e la forcella da 41 mm della Scout Bobber. Anche il serbatoio è originale (seppur verniciato dai due giovani fondatori della Built Customs che hanno scelto una combinazione di verde kaki, nero lucido e satinato) e anche i cerchi a raggi da 16”, con la differenza che nella special troviamo possenti gomme Firestone e un salto di + 4 cm da terra.

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Le modifiche

È la parte anteriore quella che ha subito maggiori modifiche. Tra le novità, infatti, ci sono un manubrio Drag piuttosto minimal di Motogadget (con gli indicatori di direzione), i comandi di serie sono di Krazy Horse (che seguono la posizione e lo stile di guida del pilota e, di conseguenza, migliorano la sua corsa) e il faro circolare di Tank Machine, che ravviva il frontale. Il team di Built Customs, inoltre, ha deciso anche di arretrare le pedane obbligando il pilota a una posizione di guida più raccolta, con le ginocchia piegate.

Guardando alla parte posteriore, invece, troviamo dei nuovi ammortizzatori K-Tech e la sella, in pelle e totalmente personalizzata. Sempre sul posteriore, si nota una piccola scatola nera appena sopra la ruota. Cosa contiene? Tra gli altri elementi, ECU rimappata col Power Vision di DynoJet, la scatola fusibili, il nuovo cablaggio. Per inserite tutto in uno spazio così piccolo, i ragazzi di Built Customs hanno dovuto “giocare a Tetris”, come raccontano sul loro sito. Infine, impossibile non notare il nuovo impianto di scarico, la caratteristica distintiva della Envy: elemento realizzato ad hoc da Atomic Welding che ha saldato singoli pezzi di acciaio inossidabile. A dimostrare tutto questo lavoro, più che l’aspetto, sarà certamente il suono.

Un’opera prima unica

La moto di debutto di Max e Callum ha anche un altro asso nella manica. È l’unica Indian (così dicono i due) dotata di una M-Unit Motogadget. Cosa significa? Non c’è bisogno di chiavi, ma è un’app sullo smartphone che gestisce e monitora quasi tutto ciò che riguarda la moto e il suo funzionamento (sistema di allarme compreso). Il risultato finale è una custom muscolosa, potente - questo era l’obiettivo di partenza - ma che, contemporaneamente, mostra il talento dei due giovani fondatori. Una moto con cui vogliono fare invidia, e non a caso l’hanno chiamata Envy.

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