Motociclisti insopportabili, chi sono (Parte 2): quelli da Social

Tra le categorie da tenere sotto controllo c'è quella dei comentatori seriali che si distinguono per diversi tratti caratteristici: vediamo quali sono

Motociclisti insopportabili, chi sono (Parte 2): quelli da Social

Nicolò BertacciniNicolò Bertaccini

Pubblicato il 10 luglio 2023, 18:26 (Aggiornato il 11 lug 2023 alle 10:04)

Dopo averli classificati alle prese con officine e meccanici vediamoli in un altro contesto, incontriamoli(ci) sui Social. Dopo la nuda e cruda realtà passiamo al mondo social, quello virtuale.
Che tipo di motociclisti insopportabili si incontrano sui Social? Eccoli elencati, con le varie tipologie di "insopportabili" rigorosamente tra virgolette. 

GLI "ESPERTI"

La prima categoria sono sicuramente gli esperti. I veri esperti sono quelli che intervengono solo in risposta ad una domanda tecnica. E non danno mai un contributo, deridono chi ha posto la domanda. Loro non sono sui social per aiutare ma per far pesare il fatto che loro certi problemi li risolvono da soli. Non importa quante premesse uno possa inserire nel post per evitare certi commenti, quello che scrive: “I veri motociclisti queste cose le devono sapere”, lo trovi sempre. Evidentemente loro sono stati istruiti da neonati magari mediante immersione nello Stige, altrimenti saprebbero che fare domande è un modo per imparare le cose. 

I "Nostalgici"

Ci sono poi i nostalgici, quelli che hanno il potere di confrontare ogni cosa che riguarda la moto con decenni prima. In genere coprono un intervallo temporale che attraversa gli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso. In quel periodo, sentendo loro, le moto erano più moto, i motociclisti più motociclisti, i limiti erano solo per i limitati, l'elettronica non esisteva, bisognava cavarsela da soli (in genere il must è il traction control io ce l'ho nel polso destro” e “cosa vuoi mai ABS, serve solo per allungare la frenata, io ho sensibilità nelle dita”), le strade non erano fighette come adesso, il casco era solo per gli scippatori, la benzina aveva veri ottani e le porzioni al ristorante erano più abbondanti e non si pagava il coperto. E, ovviamente, tutto era al contempo migliore ma più difficile da guadagnare. Inutile dire che il sotto testo è che loro sono migliori, hanno attraversato quei decenni con sorriso sprezzante e adesso vanno in crisi a mettere un GS sul cavalletto centrale se c'è un po' di pendenza. 

I "MORALISTI"

Stanno in agguato, sono la versione motociclistica di quelli che correggono gli errori grammaticali agli altri, quelli che si elevano a detentori della morale e che quindi la infondono a piene mani. Pronti a passare al microscopio ogni comportamento non in linea con il codice della strada e a commentare con il classico: “La strada non è una pista”. Pubblichi una foto di un pneumatico? La strada non è una pista. Foto di saponette sfregate? "La strada non è una pista". Foto di una ragazza con un ombrello in mano? La strada non è una pista. Possono persino assumere fastidiosi toni paternalistici. In genere millantano di aver perso amici in strada come se fossero reduci del Vietnam. La cosa divertente è che loro le cretinate le hanno fatte, come tutti noi, solo che hanno imparato la lezione e si sentono investiti del compito di diffondere il verbo, senza curarsi del come.

I "ROSSISTI E GLI ANTI-ROSSI"

Un cenno veloce ma senza approfondire per citare una categoria che è comparsa un paio di lustri fa e che poi si è arricchita della sua nemesi: i tifosi di Rossi e gli anti tifosi di Rossi. Ormai si perde traccia di quando sia nata questa dicotomia nel panorama degli appassionati di moto ma ormai la cosa rasenta il penoso. 

I "VACANZIERI"

Quelli che personalmente tollero meno, ma per mera questione di invidia, sono quelli che sui social pubblicano mille foto delle loro vacanze in moto: vacanze che durano sempre settimane e settimane e in cui gli accadono eventi impensabili cui non crederesti mai, se non fossero documentati come una puntata di SuperQuark. Hanno la vacanza sempre in canna, improvvisano un giro e vanno a Capo Nord tre settimane, devono smaltire i permessi residui e fanno il giro del globo, si presenta un anno ricco di ponti interessanti e raggiungono Curiosity su Marte per farsi un selfie. Hanno tempo e lo sfruttano al meglio, divertendosi e godendosi ogni istante e chilometro: non esiste nulla di più fastidioso.

Eccoci qui, forse ce ne sono altre, di categorie. Anzi, se vi vengono in mente commentate, sia sul sito che, va da sé, sui Social. Naturalmente, ciascuno di noi fa parte di una o di tutte le categorie. Personalmente mi sento escluso del tutto solo dalla categoria dei tifosi, certe dispute verbali mi annoiano.

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