Meglio 2 o 4 tempi? Dalla Svezia un motore che mette tutti d'accordo
L’ingegnere John Ellwood da tempo sta lavorando a un esemplare di monociclindrico che unisce le caratteristiche dei due propulsori: ecco il risultato

Pubblicato il 12 gennaio 2023, 18:03 (Aggiornato il 19 gen 2023 alle 17:19)
Due tempi e quattro tempi, eterni rivali in quella lotta che si riassume nella domanda “qual è il motore migliore?”. Partendo dal presupposto che non esiste una verità assoluta, quanto piuttosto pro e contro per ognuno ma soprattutto esigenze diverse di ogni motociclista, c’è chi ha voluto rispondere (o almeno ci ha provato) all’interrogativo in maniera drastica, realizzando una moto "ibrida" nel senso che il suo motore fonde appunto due e quattro tempi.
Come funziona

La trovata arriva da un ingegnere svedese, tale John Ellwood. Il due tempi è la configurazione che a parità di numero di giri (avendo il doppio delle fasi utili) offre più potenza, il quattro tempi è invece considerato più affidabile e più in grado di rispondere agli standard sulle emissioni data la migliore efficenza nel lavaggio controllato da valvole.
Testa che gira
Detto questo, cosa ha fatto Ellwood? Ha realizzato un motore di 1.173 cc “ibrido” che possiamo pensare come un quattro tempi, dotato però di ammissione a valvole lamellari, con il sistema di induzione dal carter pompa, come noto per un due tempi ma con una testata dotata di valvola rotante e azionata da una cinghia. Il progetto è decisamente complesso e di certo non facile da comprendere.

Quando la carica viene accesa, la potenza viene utilizzata - quando il pistone scende al PMI- come per tutti i 2 Tempi, per comprimere un'altra porzione di aria e carburante presente nel carter pompa. L’aria viene tenuta in posizione per un giro mentre viene compressa, prima di essere immessa nella camera di combustione. C’è di più. Per l'ingresso in camera di scoppio si utilizza, come per il 4 T una valvola, ma invece delle convenzionali azionate da camme o le semplici lamellari, una valvola rotativa azionata da cinghia, in modo da permettere ammissione, scarico e accensione, tutto da una sola apertura e controllato dalla rotazione della testa (più precisamente della camera di scoppio). Ellwood parla di una potenza massima di 150 CV.
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