Kawasaki EC-2, l'aereo per la guerra elettronica

Alessandro Vai
Pubblicato il 26 marzo 2026, 10:35
Che Kawasaki non si occupi solo di moto lo sappiamo già, visto che poco tempo fa vi abbiamo raccontato di Corleo, il robot-leone che diventerà realtà entro il 2035, per trasportare uno o due passeggeri nei terreni più estremi. Ma il business di Kawasaki Heavy Industries è attivo anche in tante altre aree: aerei, trattori, treni, industria aerospaziale e robotica, navi, impianti energetici e attrezzature industriali, sistemi di riciclaggio e infrastrutture. Naturalmente, Kawasaki è da sempre un attore di primo piano nell'industria aeronautica giapponese e il nuovo EC-2 è lì a confermarlo.
KAWASAKI EC-2, IL GIGANTE DEI CIELI
Il Kawasaki EC-2 è il nuovo aereo giapponese per la guerra elettronica, le cui prime immagini sono state diffuse dalle Forze di Autodifesa Aerea Giapponesi (JASDF). La caratteristica più evidente è la voluminosa sezione anteriore, completata da sovrastrutture sulla fusoliera e carenature posteriori. Dietro questo design si cela la tecnologia: l'EC-2 sostituisce il vecchio EC-1 che, dopo quarant'anni di servizio, è stato dismesso nel 2025, lasciando un vuoto nelle capacità di guerra elettronica del Giappone che ora è stato colmato.

NE VERRANNO COSTRUITI QUATTRO
Il velivolo si trova nella base aerea di Gifu e la matricola 68-1203 sulla coda indica che la cellula non è nuova: ha nove anni e in precedenza ha prestato servizio come C-2 in ruoli di trasporto. È prevista la produzione di un massimo di quattro velivoli EC-2, ma il numero esatto non è ancora stato confermato, perché l'agenzia di approvvigionamento ATLA sta valutando le necessità. Il programma prevede i test quest'anno e l'entrata in servizio entro la metà del 2027, nella base di Iruma, una città giapponese nella prefettura di Saitama a circa 40 km da Tokyo.

I SISTEMI DI DISTURBO
La tecnologia celata all'interno della carenatura rimane naturalmente segreta. Presumibilmente, l'ampio muso offre spazio per le antenne del sistema di disturbo J/ALQ-5 di Toshiba, che disturba le stazioni radar nemiche. Altre sporgenze potrebbero contenere componenti per il disturbo del segnale e per comunicazioni satellitari sicure. Diversi sensori ottici sulla fusoliera potrebbero appartenere a un sistema di autodifesa e di allarme missilistico, ma anche in questo caso mancano informazioni confermate, come spiega il sito specializzato tedesco flugrevue.de.
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