Kawasaki brevetta il telaio modulare per moto elettriche: più libertà progettuale, meno costi

Antonio Vitillo
Pubblicato il 4 marzo 2026, 11:26
La dinamica di una motocicletta, oltre che dalle caratteristiche della ciclistica, è da sempre influenzata dalla distribuzione delle masse e dalla conseguente posizione del baricentro. Abbiamo visto come in molti casi, il motore endotermico sia anche un fondamentale elemento strutturale, che condiziona le quote ciclistiche, con vantaggi e svantaggi, determinando l’identità della stessa moto. Un motore elettrico è più compatto, le batterie possono essere posizionate con più libertà che un serbatoio, certi parametri progettuali possono essere considerati diversamente. Come riportato da Cycle World, su questa nuova flessibilità sembra che stia puntando Kawasaki.
Il concetto: una piattaforma, più motori
Un nuovo brevetto depositato dalla Casa di Akashi mostra una moto simile alle attuali Kawasaki Z e-1, con telaio a traliccio in acciaio e un vano centrale per batterie removibili. La novità interessante è l’introduzione di un telaietto intermedio tra telaio principale e gruppo motore-trasmissione: composto da sezioni superiori e inferiori sostituibili, questo nuovo elemento permette di adattare i punti di fissaggio a motori differenti senza riprogettare l’intera ciclistica. In pratica, si potrebbe cambiare l'unità motrice mantenendo la piattaforma ciclistica.

Efficienza industriale e accessibilità
I vantaggi per Kawasaki sono evidenti: maggiore condivisione dei componenti, il miglioramento delle economie di scala, riduzione dei costi produttivi e semplificazione dello sviluppo. Cosa che potrebbe agevolare il prezzo finale di un modello simile, che spesso nelle moto elettriche è superiore alle equivalenti a motore termico. In più si potrebbero declinare più versioni dello stesso modello, per potenze e destinazioni d’uso, partendo da un’unica base tecnica. Rendendo un po' più interessanti le moto elettriche, almeno dal punto di vista della personalizzazione.
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