Kawasaki Z1100 SE: le opinioni di InMoto "fuori dai denti"
Alessandro Codognesi
Pubblicato il 3 marzo 2026, 11:41
Ammetto che mentre studiavo la cartella stampa di questa “nuova” Z1100 mi sono trovato più volte a pensare: “Certo che potevano anche sforzarsi un po’... Cosa credono di fare in Kawasaki?”. Dopo tutto, a parte motore ed elettronica è rimasta bene o male la moto del 2014, e lo stesso propulsore non è cambiato più di tanto.
11 anni di evoluzione e lei è rimasta fedele a sé stessa ma... sapete che c’è? Che ho provato un gusto speciale a spremerla. Francamente non saprei dire quanto è migliorata l’erogazione, così a distanza, quello che però posso dirvi è che - anche in quest’epoca di motori 4 cilindri da oltre 200 CV - la prima volta che ho aperto il gas sulla Zetona mi sono ritrovato a pensare “C***o, ma quanto va forte!”.
Ok, la ciclistica è un po’ “gnucca”, se paragonata alle naked moderne tutte agili e guizzanti, ma la solidità dell’avantreno è come quel vecchio cappotto che hai nell’armadio, più passano gli anni e più lo apprezzi.
Solo che i giapponesi, per quanto io abbia imparato a conoscerli in tanti anni di test, riescono sempre a farmi rimanere basito: perché la gomma posteriore 190/50? Quando invece la “sorellina” Z900 monta una classica 180/55?
Francamente non riesco a trovare un solo valido motivo. Scelta che tra l’altro è condivisa dalla sua rivale GSX-S1000 ma non dalla CB1000 Hornet, che invece utilizza il 180/55. Valli a capire, ’sti giapponesi...
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