Motociclisti verso un referendum a Milano: firme contro i divieti di circolazione

Antonio Vitillo
Pubblicato il 23 gennaio 2026, 17:54 (Aggiornato il 23 gennaio 2026, 17:02)
A Milano, dopo due proroghe annuali, il prossimo ottobre dovrebbero entrare in vigore le limitazioni alla circolazione dei veicoli a due ruote. Si apre allora una nuova fase della contestazione al provvedimento della Giunta Sala: prende forma l’ipotesi di un referendum cittadino contro i divieti previsti in Area B e Area C per alcune categorie di motocicli e scooter, sostanzialmente i più datati. Il quesito riguarderebbe i motoveicoli e motocicli a due tempi Euro 2 e 3, quelli diesel Euro 2 e 3 – il riferimento ai motoveicoli diesel è formale – e i quattro tempi Euro 0, 1 e 2. Per arrivare alla consultazione popolare sarà necessario raccogliere almeno 15mila firme entro i prossimi quattro mesi. Se la soglia verrà raggiunta, si avvierà il percorso per fissare la data del referendum, che dovrà poi superare anche il requisito del quorum del 50% previsto dallo Statuto comunale.
Quanti veicoli sarebbero coinvolti
Secondo le stime, i mezzi potenzialmente interessati dal divieto sarebbero oltre 90mila nel territorio milanese, con una prevalenza di scooter a benzina a quattro tempi. Il numero complessivo delle due ruote nell’area metropolitana è stimato intorno alle 200mila unità, mentre in Lombardia si arriva a circa 900mila. Nella prima fase della raccolta firme sembrerebbe che siano state superate le 2.700 sottoscrizioni valide, ottenute anche tramite autenticazione digitale sul portale del Comune. Parallelamente, oltre 20mila adesioni sarebbero state raccolte su piattaforme online, pur non essendo utili ai fini formali della richiesta referendaria.
Il nodo ambientale: quanto inquinano davvero le moto?
Uno degli annosi e più controversi aspetti del dibattito riguarda l’impatto ambientale reale delle due ruote. Perché, in termini assoluti, una moto – soprattutto di piccola cilindrata – occupa meno spazio su strada, pesa meno e consuma meno carburante rispetto a un’automobile. Di conseguenza, anche le emissioni complessive per veicolo risultano generalmente inferiori. Da qui nasce la frequente critica a simili restrizioni: colpire moto e scooter provoca un limitato effetto sull’ambiente, pur impattando significativamente sulla mobilità quotidiana di migliaia di cittadini.
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