Gli inglesi raccolgono 152.000 firme contro le accise e le portano al Governo. E gli italiani?

Il parlamentare Lewis Cocking e altri suoi colleghi di vari partiti, hanno consegnato ai numeri 10 e 11 di Downing Street l'ultima petizione di FairFuelUK
Gli inglesi raccolgono 152.000 firme contro le accise e le portano al Governo. E gli italiani?

Alessandro VaiAlessandro Vai

Pubblicato il 26 novembre 2025, 12:46 (Aggiornato il 1 dic 2025 alle 09:30)

Se qualcuno pensa che le accise sui carburanti siano un tema spinoso solo in Italia, si sbaglia di grosso. Se da noi torna ciclicamente al centro dell'attenzione - l'ultima volta è stata a maggio quando l'accisa sul Diesel è cresciuta di 1,5 centesimi e quella sulla benzina è diminuita allo stesso modo, portando il totale rispettivamente a 63,24 e 71,34 euro al litro - in Gran Bretagna è un argomento di stretta attualità, perché martedì 25 novembre il parlamentare Lewis Cocking e altri suoi colleghi di vari partiti, hanno consegnato ai numeri 10 e 11 di Downing Street l'ultima petizione di FairFuelUK con allegate ben 152.000 firme.

FairFuelUK è un'organizzazione indipendente che si batte per una tassazione e un trattamento più equi per automobilisti, autotrasportatori e, naturalmente motociclisti. Dal 2010, attraverso le sue campagne, ha fatto risparmiare oltre 200 miliardi di sterline in aumenti fiscali pianificati di accise e tasse.

Tornando al presente, la petizione portata al Governo è semplice: ridurre le accise sul carburante, o almeno non aumentarle nella prossima legge di bilancio invernale. Questo perché pare che un aumento di 5 penny al litro sia imminente, annullando il taglio "a sostegno dell'Ucraina" di Rishi Sunak del 2022. Si parla anche di tariffe a chilometro per i veicoli elettrici e persino di un ritorno dell'aumento del prezzo del carburante.

UNA RISORSA PER LE CASSE DELLO STATO

Secondo FairFuelUK gli attuali prezzi alla pompa sono già da 5 a 9 pence più alti di quanto dovrebbero essere.
In Italia, invece, nessuno si è mai organizzato in modo così strutturato per protestare contro le accise. Questo argomento, peraltro, è spesso cavallo di battaglia delle opposizioni, che però poi lo rinnegano quando si trovano al governo.

Il problema è che le accise rappresentano una grande risorsa per le casse dello Stato, poiché garantiscono un flusso di denaro fresco e quotidiano. In altre parole, sono una specie di "bancomat" per la macchina statale, che usa le entrate fiscali dei carburanti per pagare qualsiasi tipo di spesa. In tempi di crisi permanente come questi, ridurre le accise in Italia è praticamente impossibile.

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