Bajaj completa l'acquisizione di KTM. Che succederà ora?

Come ci si aspettava, la fase finale dell'iniezione di liquidità da parte di Bajaj verso l'austria è stata completata. Sparisce Pierer da ogni ragione sociale e arriva un riassetto profondo
Bajaj completa l'acquisizione di KTM. Che succederà ora?

Pubblicato il 20 novembre 2025, 10:51 (Aggiornato il 24 nov 2025 alle 11:20)

Il gruppo indiano Bajaj Auto Ltd. ha completato l’acquisizione del controllo della casa motociclistica austriaca KTM. L’operazione, del valore di circa 800 milioni di euro, segna l’ingresso del marchio arancione in una nuova fase di governance e potrebbe finalmente mettere fine al momento più bui della storia del marchio di Mattighofen.

Cosa è successo?

L’operazione si è concretizzata il 18 novembre con il trasferimento da parte della Pierer Industrie AG del pacchetto azionario che ha permesso a Bajaj di controllare la holding austriaca. Contestualmente è avvenuto un rebranding significativo: la holding Pierer Mobility AG è stata rinominata Bajaj Mobility AG, mentre Pierer Bajaj AG diventerà Bajaj Auto International Holdings AG. In termini operativi, Bajaj ha annunciato l’intenzione di ridurre i costi generali del 50 % e di intervenire in modo rilevante su strutture non-core come uffici, marketing, R&S e sport.

La mossa arriva in un contesto critico per KTM: nel primo semestre 2025 l’utile ante imposte segnava circa 897 milioni di euro, ma il fatturato era crollato del 57,8 %, passando da circa 1.007 milioni a 425 milioni di euro. Il nuovo management indiano ha inoltre fatto emergere un elevato squilibrio fra forza operativa (produzione) e impiegatizia: dei circa 4.000 dipendenti, solo circa 1.000 erano operai direttamente impegnati nelle linee produttive mentre circa 3.000 erano impiegati in ruoli d’ufficio. 

Serve rimettere a posto i conti

L’annunciata politica di taglio dei costi — che non esclude la possibilità di delocalizzare parte della produzione fuori dall’Europa — pone questioni importanti per il DNA del marchio, noto per l’identità e la produzione austriaca. In particolare, il piano di ristrutturazione potrebbe avere ripercussioni anche sul budget sportivo e sulla presenza del marchio nelle corse mondiali come la MotoGP. Per il mercato europeo — e l’Italia in particolare — restano da chiarire i tempi e le modalità con cui queste variazioni operative si rifletteranno su gamma, distribuzione, listini e assistenza.

Questa operazione finalmente arrivata alla fase finale fornisce a KTM stabilità finanziaria e accesso a risorse industriali globali, ma dall’altra impone una ridefinizione del modello operativo, con un potenziale cambio di logiche nella produzione, nei costi e nell’identità del marchio. Il vero banco di prova sarà quindi sull'immagine. KTM riuscirà a preservare la propria anima sportiva e tipicamente europea pur sotto la guida di un gruppo indiano orientato al volume e al margine?

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