MotoGP, polemiche per la Sprint Race: esistono altre soluzioni (più o meno)

MotoGP, polemiche per la Sprint Race: esistono altre soluzioni (più o meno)

La novità della gara sprint che arriverà dal 2023 ha scatenato il popolo degli appassionati. Tra il serio e lo scherzoso ecco cosa ne pensiamo

Nicolò Bertaccini

Il circus della MotoGP annuncia la novità della Sprint Race al sabato dal 2023. Sui social ed ai microfoni degli inviati si scatenano le polemiche: "Giusta, cagata, sciocchezza, genialata". “Dopo gli anni del covid c’è voglia di gare” la dichiarazione. Probabilmente la frase è stata tradotta come si face col latino alle superiori: la versione corretta dovrebbe essere “dopo gli anni del covid abbiamo bisogno di share anche al sabato che già i soldi son pochi”.

Comunque, i cervelloni di Dorna e soci sono sempre al lavoro e altre proposte sono al vaglio. Se fa niente saranno scelte in base ai like su Instagram. 

Uno: “Chi fa questo vince tutto”

Negli ultimi 5 giri un pilota compreso fra i primi 10 in classifica potrà avvalersi del “chi fa questo vince tutto”, a quel punto saranno i tempi del giro successivo a decretare il vincitore. 

Due: “Eh ma te c’hai la moto che corre”.

In questo caso, se un pilota arriva a meno di un secondo, potrà chiedere di fare 3 giri a moto invertite, per dimostrare di essere il più forte.

Tre: “Nascondino”.

Questa regola entrerà in vigore solo nel caso dovesse rientrare Marquez. La regola prevede che un pilota in prova possa nascondersi e poi sbucare dietro ad un altro che poi è obbligato a dargli la scia per due giri. Il pilota dovrà gridare “tana per XX”.

Quattro. Piccola regola campanilistica.

Il pilota che corre in casa può avvalersi delle croci ed annullare un sorpasso. Nel corso della gara, se superato da pilota di altra nazione, potrà mostrare le croci fatte con le dita alla telecamera e farsi restituire la posizione.

Cinque (e ultima).

Nell’ottica di rendere interessante (leggi commercialmente appetibile) anche il post gara sarà comminata una penitenza anche agli ultimi tre arrivati. La modalità sarà la classica, nota in tutti i cortili: scelta fra “dire, fare, baciare, lettera e testamento”.

ORA, SIAMO SERI...

Ecco le fantastiche novità in vista per rendere allettanti le prossime stagioni di MotoGP. Al di là delle battute, la sensazione pensando alla Sprint Race è che si stia pensando a come sfruttare del tutto la vacca anziché pensare a nutrirla ed ingrassarla un po’.
La MotoGP ha bisogno di rinnovarsi. Un po’ di maquillage e qualche idea scopiazzata non sono una soluzione, sono una pezza. Serve forse un po’ più di coraggio. Serve sicuramente sedersi a tavola con tutti i diretti interessati e studiare qualcosa che convinca. Altri campionati ed altre leghe non hanno timore a reinventarsi per mantenere appeal ed interesse. La MotoGP sembra in costante attesa che tutto torni come prima, più che cercare qualcosa che la proietti nel suo futuro. Abbiamo fatto fare a Rossi anni di farewell tour sperando semplicemente in un nuovo Rossi. Viviamo sempre alla ricerca di un nuovo qualcosa. Sarebbe il momento di crearlo. Quando Jordan si ritirò la prima volta la NBA tirò un sospiro di sollievo, perché stava diventando più grande della Lega. I due anni senza di lui sono serviti alla NBA per mostrarsi e poter gestire il suo trionfale ritorno. E sopravvivergli crescendo ogni anno. Attendiamo segnali dalla MotoGP. Ah, già, la Sprint Race del sabato...

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