Dakar: Danilo Petrucci il vero poster della edizione 2022

Dakar: Danilo Petrucci il vero poster della edizione 2022

E' tornata la Dakar, ma non perché è gennaio, è tornata la Dakar perché c'è un motociclista romantico ad entusiasmarci

Nicolò Bertaccini

Siamo tutti abituati a prenderci estremamente sul serio. Ma è quando arriva qualcuno che prende sul serio quello che fa, prima di prendere sul serio se stesso che nascono le imprese. Danilo Petrucci e la Dakar sono questo: un pilota che prende molto sul serio quello che fa, per questo si diverte e fa divertire. Alla faccia di budget, test, dati, telemetrie e tutto il resto.

INTERESSE RITROVATO

Da qualche giorno le chat, le pagine social e i gruppi whatsapp di noi motociclisti ruotano tutti attorno ad un pilota e alle sue imprese. Partito per la Dakar quasi come fosse il TFR del suo impegno in KTM, si sta rendendo protagonista di una storia bellissima, di quelle che sanno di “bei tempi che furono”.

Tutto si è apparecchiato nel migliore dei modi, penso anche che il guaio tecnico che gli ha di fatto tolto ogni velleità di classifica sia stata una manna, che gli abbia tolto dalle spalle qualche peso. E allora il buon Petrux ha cominciato a fare quello che sappiamo sa fare alla grande: dare tanto gas.

Da quel momento la sua Dakar è stata un crescendo coronato anche da una (al momento) vittoria di tappa, il sigilo che lo rende parte della storia: il primo motociclista ad aver vinto una gara di MotoGP ed una tappa alla Dakar. 

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PASSIONE CHE COINVOLGE

"Petrux" riesce a comunicare vicinanza e genuinità pur essendo un professionista, pur essendo un pilota dei suoi tempi, di quelli che si allenano, si nutrono, che magari hanno anche un mental coach. Lui è un pilota di MotoGP, non è un ex pilota, non è a fine carriera. Non è un ragazzino ma è giunto a questa gara in un momento di maturità, non l'ha presa come una passerella a fine carriera, di quelle in cui ogni mattina ti ripeti “importante non farsi male”. No, lui la sta correndo, è un pilota, non un ex pilota. Sta rendendo onore a questa gara impengandosi al massimo e questo trasuda e coinvolge. Ad attenderlo c'è una nuova esperienza in pista, non un buen retiro. Questo è uno degli ingredienti che rendono questa cavalcata nel deserto così affascinante e magnetica.

L'ultima vittoria di tappa di un nostro connazionale risaliva al 2006, quando a trionfare fu Giovanni Sala, quello che tutti conosciamo come "GioSala", detto tutto attaccato, anche lui su KTM.

Il fatto che questa impresa l'abbia fatta Petrux è un bel colpo anche per la gara, almeno da un punto di vista del pubblico italiano. Danilo è uno di quei piloti praticamente senza haters, per usare un'espressione attuale, uno di quelli che con il suo sorriso ha sempre attirato affetto

COME LA DAKAR DEL TEMPO CHE FU...

Le sue imprese richiamano quelle dei piloti che furono, di quelli genuini, spontanei senza troppe sovrastrutture mediatiche, ogni suo risultato viene festeggiato e osannato e tutti stiamo salendo sul carro del vincitore. Ad ogni tappa scalfisce le certezze di qualche scettico, non tanto perché non rimangano domande e riflessioni, quanto perché i suoi risultati valgono di più. Non ci frega nulla di considerazioni, di se e di ma, in questo momento i suoi risultati oscurano ogni perplessità. Anzi, la sua gioia contagiosa (sì, riscopriamo il termine contagio in senso positivo) oscura dubbi e domande. Sta facendo qualcosa di grande, lo sta facendo divertendosi e facendoci divertire, lo sta facendo avvolto in quell'aura magica che avevano i piloti che ci hanno fatto amare la gara inventata da Sabine. I piloti che riempivano gli spazi dei notiziari sportivi su Italia 1 negli anni Ottanta e Novanta. 

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SIMBOLO

Danilo ha tutte le caratteristiche per diventare un poster. Non un filmato, non uno scatto sui social, non un reel, una storia su Instagram o altro, Petrux su quella KTM è un poster, magari immortalato da Gigi Soldano. Petrux ha tutto per diventare un poster di quelli da tenere in garage, di quelli che fanno sorridere, perché sicuramente nella foto anche lui sorriderà, di quelli che faranno dire ai bimbi sulle biciclette “Guarda, impenno come Petrux”. 

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