Honda V3 turbo elettrico: cosa rivelano davvero i nuovi brevetti

Le ultime domande rivelate mostrano una soluzione di sovralimentazione compatta con gestione avanzata dei flussi d’aria 
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Honda V3 turbo elettrico: cosa rivelano davvero i nuovi brevetti

Antonio VitilloAntonio Vitillo

Pubblicato il 5 giugno 2026, 10:55 (Aggiornato il 11 giu 2026 alle 15:30)

L’interesse per la futura Honda V3 sovralimentata si è riacceso dopo che alcune testate hanno pubblicato più recenti disegni di brevetti. Probabilmente ricavati da domande fatte da Honda Motor presso enti giapponesi, i disegni pubblicati da MCN mostrano uno spaccato più completo rispetto a quanto uscito dopo l’esposizione a EICMA dei prototipi. Non si vede solo un compressore elettrico, ma si riesce ad avere più chiarezza sul sistema di gestione dell’aria

Un’architettura di aspirazione completamente ripensata

Per comprendere la direzione progettuale degli ingegneri di Honda, il punto non è più tanto la presenza del compressore elettrico in sé, ma il modo in cui l’aria viene indirizzata verso il sistema di sovralimentazione del motore. Dai disegni si vede una presa dinamica laterale con un condotto dedicato, probabilmente progettato per ottimizzare il flusso al suo interno, riducendo le perdite di carico di eventuali turbolenze. Cosa che dovrebbe migliorare la qualità della risposta ai bassi e medi regimi, non solo agli alti. Oltretutto il sistema potrebbe sfruttare anche un effetto di “sovralimentazione dinamica” a favore del compressore. Mentre il condotto dell’aria di normale alimentazione sembra avere un passaggio interno riservato, arrivando fra la V dei cilindri, dove sono i corpi farfallati.

Compressore elettrico e centralizzazione delle masse

Il compressore ha una posizione avanzata e rialzata, molto vicina al cannotto di sterzo, quindi in prossimità della presa d’aria dinamica, con il doppio vantaggio di ridurre la lunghezza dei condotti e contribuire alla centralizzazione delle masse. Configurazione che accorcia anche il tragitto dell’aria diretta verso l’airbox, teoricamente migliorando il rendimento volumetrico, perciò la reattività di tutto il sistema di alimentazione e sovralimentazione.

Gestione del flusso e riduzione delle turbolenze

Come anticipato, la lunghezza e la geometria interna dei condotti sembrano minimizzare turbolenze e irregolarità dei flussi. Anche perché sia le griglie sia le sezioni di raccordo suggeriscono un lavoro di stabilizzazione dell’aria prima della compressione vera e propria, migliorandone la qualità in ingresso. Il beneficio sarebbe così non solo alla potenza massima espressa, anche alla linearità di erogazione, perciò alla guidabilità. E ricordiamo che Honda promette le prestazioni di un 1200 centimetri cubici su un 900 V3.
La sovralimentazione di circa il 30% d'aria entrerebbe in funzione assieme ad una valvola elettronica che esclude il circuito di aspirazione naturale. Il funzionamento è di tipo selettivo, cioè il compressore lavora solo quando richiesto dall'acceleratore, limitando l’assorbimento energetico del sistema elettrico. Con conseguente riduzione dei consumi durante la guida “tradizionale”, ma con prestazioni elevate nel momento in cui la sovralimentazione si attiva.

Una possibile evoluzione della piattaforma V3

In definitiva, ciò che emerge è la possibilità che si stia parlando di una piattaforma modulare, un sistema che potrebbe diventare parte integrante di diverse architetture di motore, anche bi o quadricilindriche, in configurazione a V. Il progetto è indubbiamente in fase di affinamento, benché già definito nella sua direzione tecnica. Cosa che potrebbe rivelarsi su un modello di non troppo distante produzione di serie.

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