Honda Spazio, 40 anni fa aveva già capito tutto

Nel 1986 il CN250, chiamato Spazio in Europa, anticipò un nuovo modo di intendere lo scooter: più comodo, protettivo, buono fuori città
Honda Spazio, 40 anni fa aveva già capito tutto

Antonio VitilloAntonio Vitillo

Pubblicato il 21 maggio 2026, 13:57

Eravamo nel 1986. Negli Stati Uniti si chiamava Helix, in Giappone Fusion, in Europa sarebbe diventato Spazio. Cambiava il nome, non la sostanza: era sempre lui, il CN250 di Honda, uno scooter destinato a lasciare un segno profondo.
Più che essere stato, in senso assoluto, il primo maxi scooter, fu il modello che contribuì a definirne il concetto moderno: più comodo e protettivo, più stabile in virtù di quote ciclistiche più “solide” e, soprattutto, capace di guardare oltre il semplice uso urbano. Una piccola rivoluzione che anticipava di molti anni un segmento oggi popolarissimo. 

Il papà: Honda CH250

In realtà il progetto nasceva dal precedente CH250, appartenente alla famiglia Elite in Nord America. Ma con il CN250 fece un passo ulteriore. Il telaio venne allungato di 36 cm, la sella scese a 665 mm e la posizione di guida permise, finalmente, di distendere le gambe in avanti, quasi come su una poltrona viaggiante o dentro una "vasca da bagno". Era un’impostazione cara ai chopper, ma completamente nuova per uno scooter di metà anni Ottanta. 
Le ruote erano di 12” davanti e 10 dietro, il vano bagagli era integrato nella carrozzeria, il serbatoio conteneva 12 litri e i consumi si attestavano intorno ai 20 km/l. Dettagli che oggi possono sembrare normali, ma che allora davano già al CN250 una dimensione come automobilistica.

Iscriviti alla newsletter

Le notizie più importanti, tutte le settimane, gratis nella tua mail

Premendo il tasto “Iscriviti ora” dichiaro di aver letto la nostra Privacy Policy e di accettare le Condizioni Generali di Utilizzo dei Siti e di Vendita.

Commenti

Loading