FEELING IMPENNATE E SODDISFAZIONE

Se vista dal vivo è veramente esagerata, ancora più emozionante ed esaltante è il rombo, ora cupo e a volte veramente eccitante, emesso dal singolo silenziatore di scarico. I semimanubri bassi e angolati, la sella alta ma ben raccordata ai pronunciati incavi del serbatoio portano a viaggiare con il busto sensibilmente proteso in avanti, ma la corretta dislocazione delle pedane oltre al positivo inserimento delle ginocchia non determina particolari stress per gli arti inferiori. Sin dai primi chilometri si riesce a stabilire il feeling giusto per il tracciato di Adria, zeppo di curve e varianti. La MSG Corsa non ci ha impressionato sul fronte della maneggevolezza e della rapidità nei cambi di inclinazione dove è richiesto un discreto lavoro di braccia, ma per il buon equilibrio globale. Bene assettata sulle sospensioni, dalla taratura di base non troppo rigida, risponde con precisione ai comandi e gode di un armonico comportamento dell'avantreno preciso, stabile sul veloce e buon “timone” negli inserimenti. Guidandola in scioltezza, senza troppa convinzione, la si può sentire allargare mentre se tenuta in… tiro con l’acceleratore copia diligentemente la traiettoria impostata senza sbavature.

Ottimizzando la taratura al retrotreno (soprattutto variando l’altezza e le regolazioni idrauliche del mono) si possono senz'altro ottenere migliori risultati. Comunque la MSG non è certo la moto da impiegare di forza: è una splendida sportiva che gradisce la guida pulita, e va gestita senza spigolare oppure evitando inutili forzature in staccata. Meglio impiegarla come si conviene per le altre "supertwin" dosando l'acceleratore e facendo affidamento sulle ottime caratteristiche di coppia, ben supportati dalla notevolissima tenuta e solidità in appoggio fornite dalle eccellenti coperture Pirelli Supercorsa.

La MSG-01 è anche la prima Moto Guzzi che impenna in uscita di curva ruotando semplicemente l’acceleratore (!) perché il corposo maxi propulsore bicilindrico a V trasversale grazie al kit di trasformazione sfodera un temperamento davvero grintoso ai bassi regimi. In virtù del buon lavoro svolto dal sistema di iniezione e dalla distribuzione ad otto valvole tira già bene dai 3000 giri e (a parte una leggera incertezza intorno ai 4500-5000 giri) sfodera una notevole grinta dai 6000 giri su, prontissimo nei transitori e corroborato da un’inesauribile spinta che porta a valicare gli 8500 giri indicati per arrivare senza apparenti difficoltà alla soglia di intervento del limitatore.

La frizione rinforzata svolge diligentemente il proprio compito mentre ci sono ampi margini di miglioramento per quanto riguarda il cambio, non sempre preciso e contenuto negli innesti tirando allo spasimo, considerando anche la mancanza per ora di un appropriato parastrappi a corredo del cardano. Quest'ultimo si sente… il giusto, così come ci sono sembrati all'altezza della situazione, per potenza e progressione di intervento, i freni, con particolare riferimento alla coppia di dischi anteriori.

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